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Il Decreto Fare bis premia PMI e Green Economy

di Barbara Weisz

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Minori costi per l'elettricità delle PMI, tutor aziendale presso i SUAP, potenzialmento Minibond, sostegno a Green Economy, R&S e Innovazione: ecco il nuovo Decreto Fare bis.

Taglio ai costi nella bolletta elettrica, meno burocrazia con tutor d’impresa e strumenti telematici, novità in materia di bond per piccole e medie imprese, potenziamento della Green Economy: sono le prime novità del Decreto del Fare bis, che il governo metterà a punto entro metà settembre nel solco del primo Decreto (leggi le misure del Decreto Fare), ma con un focus mirato su famiglie e PMI.

Energia

Per prima cosa è atteso uno sconto complessivo di tre miliardi all’anno sull’energia elettrica, che per il 70% dovrebbe andare a vantaggio delle imprese (il resto alle famiglie). Il programma prevede di coprire – con l’emissione di bond – i finanziamenti alle energie rinnovabili che attualmente vengono invece scaricati sulle bollette elettriche. Fra le altre misure attese, provvedimenti all’insegna di una politica industriale incentrata sulla sostenibilità (anche attraverso incentivi e sostegno alle imprese), e un’accelerazione sul fronte di ricerca e sviluppo, con strumenti che favoriscano l’accesso ai prestiti BEI per le imprese impegnate sul fronte dell’innovazione.

Meno burocrazia

Ritorna la figura prevista dal Ddl di giugno (vai alle novità del Ddl Semplificazioni), che ora diventerebbe operativa: il tutor aziendale presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive facilita il rapporto fra imprese e pubblica amministrazione e rende più semplice la burocrazia, seguendo le diverse pratiche necessarie per aprire un’attività. Obiettivo, ridurre le zavorre per il mondo produttivo e incentivare l’apertura di nuove aziende, sulla scia di leggi “incentivanti” in materia su Srl (scopri le nuove Srl semplificate) e Start up innovative.

Altra novità è la revisione della conferenza dei servizi, che riunisce a un unico tavolo tutte le diverse amministrazioni coinvolte in un unico progetto: pensata per velocizzare l’iter, spesso si è rilevata un ulteriore appensantimento burocratico, per cui si pensa a un meccanismo che utilizzi tutti gli strumenti tecnologici a disposizione di chi fa business nel terzo millennio: non più riunioni fisiche (fra l’altro, costose), ma tavoli virtuali, a cui le diverse amministrazioni partecipano telematicamente, e non necessariamente nello stesso momento. In vista, una piattaforma telematica al servizio dellla conferenza dei servizi, sulla quale le diverse amministrazioni possono intervenire e interagire agevolmente.

Minibond PMI

Infine, un potenziamento delle obbligazioni per le PMI, i cosiddetti minibond introdotti dal Dl Crescita del governo Monti (vai alle regole). Come è noto, si tratta di strumenti finanziari che permettono anche alle PMi non quotate di accedere al mercato obbligazionario, aprendo dunque un nuovo canale di finanziamento per le aziende di piccole e medie dimensioni, che tradizionalmente si affidano quasi esclusivamente al prestito bancario e in particolare in questi ultimi anni di crisi hanno sofferto per un sempre più difficile accesso al credito.  Le emissioni di mini bond, a circa un anno dall’introduzione hanno raggiunto un miliardo di euro: si pensa di potenziarle, prevedendo nuove procedure (per esempio, in materia di cartolarizzazioni obbligazionarie), e allargando la platea dei possibili investitori, ad esempio a compagnie di assicurazione e fondi previdenziali.