Cambiali e Bond emessi da PMI: regole e regime fiscale

di Barbara Weisz

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Definita l'aliquota fiscale per cambiali finanziarie e Mini Bond delle PMI, diffuse assieme alle norme applicative dei nuovi strumenti finanziari per aziende non quotate, introdotti dal Decreto Sviluppo.

Pronte le regole operative ed il regime fiscale per cambiali finanziarie e Mini Bond per PMI, introdotti dal Decreto Sviluppo 2012 (Dl 83/ 2012 convertito con la legge 134/2012, art. 32), contenuti nella Circolare 4/E 2013 dell’Agenzia delle Entrate.

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Cambiali finanziarie per PMI

Con scadenza da 1 a 36 mesi dalla data di emissione, questi strumenti (previsti dai commi 5, 5-bis e 7) possono essere emessi in forma dematerializzata, avvalendosi di una società autorizzata alla gestione accentrata di strumenti finanziari. L’imposta di bollo non si paga sulle cambiali dematerializzate, mentre resta allo 0,01% per le altre.

Per poterle emettere, le società non quotate devono essere assistite da uno sponsor (banca, impresa d’investimento, SGR, Sicav). Il regime fiscale è quello previsto dal Dl 138/2011, art. 2 comma 6: aliquota del 20%.

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Mini Bond

Queste obbligazioni (previsti dai commi 8, 9, 10 e 13) possono essere emesse anche da società non quotate purchè per una durata non inferiore a 36 mesi. Il regime fiscale è lo stesso delle cambiali finanziarie (aliquota 20%).

Adempimenti

Per dedurre gli interessi passivi su cambiali finanziarie, obbligazioni e similari non quotati, la società emittente deve verificare che il beneficiario effettivo dei proventi sia residente in Italia o in uno Stato o in un territorio collaborativo in materia di scambi di informazioni in via amministrativa. Inoltre, l’Agenzia consiglia di inserire espressamente nella delibera di emissione le seguenti condizioni parimenti necessarie:

  • i titoli possono essere sottoscritti e circolare esclusivamente tra investitori qualificati (art. 100 del TUF),
  • i titoli non possono essere sottoscritti da soci che detengono più del 2% del capitale o del patrimonio della società emittente.

Questa precisazione andrebbe inserita anche nel prospetto di offerta o in altro documento equivalente.

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Per ulteriori informazioni, consulta la circolare 4/E dell’Agenzia delle Entrate (clicca qui).

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