Contributi agevolati Artigiani e Commercianti: istruzioni INPS

di Barbara Weisz

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Artigiani e commercianti che entrano nel nuovo Regime dei Minimi previsto dalla Legge di Stabilità hanno contributi agevolati, calcolati sul reddito forfettario, senza applicazione quota fissa: circolare INPS.

Ecco le istruzioni INPS per commercianti e artigiani in Regime dei Minimi che hanno i requisiti per versare i contributi agevolati introdotti dalla Legge di Stabilità: è tutto contenuto nella circolare 29 del 10 febbraio 2015. Il riferimento normativo sono i commi da 76 a 84 della manovra, legge 190/2014, che introducono appunto il regime contributivo agevolato. Quest’ultimo consiste nella possibilità di calcolare i contributi sul reddito forfettario, senza applicare i minimali.

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Contributi agevolati: destinatari

Di fatto, per rientrare nel beneficio bisogna avere tutte le caratteristiche previste per il nuovo Regime dei Minimi, riservato a persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che hanno i requisiti indicati dall‘articolo 54 della Legge di Stabilità. Quindi, in estrema sintesi: ricavi o compensi all’interno dei parametri fissati per la propria tipologia di attività, spese per lavoro accessorio non superiori a 5mila euro, costo complessivo beni strumentali fino a 20mila euro, redditi derivanti da attività d’impresa o esercizio della professione prevalenti rispetto a quelli eventualmente percepiti come dipendente (qui il criterio è flessibile, se ad esempio la somma dei redditi è comunque inferiore a 20mila euro, si può applicare il Regime dei Minimi e di conseguenza scatta anche l’agevolazione contributiva).

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La verifica della prevalenza del reddito autonomo su quello dipendente è irrilevante anche nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato. Fra le cause di esclusione dal Regime dei Minimi, e di conseguenza dai contributi agevolati, il possesso di partecipazioni in società di persone, associazioni, srl. La circolare INPS riassume così:

hanno diritto ai contributi agevolati «coloro che, privi di partecipazioni nell’ambito di società di persone o associazioni di cui all’art. 5 del TUIR ovvero di s.r.l. di cui all’art. 116 del TUIR, rivestano unicamente la carica di titolari di una o più ditte individuali, anche organizzate in forma di impresa familiare, esercenti un’attività recante un codice ATECO compreso» fra quelli ammessi al Regime dei Minimi. Sono ammessi all’agevolazione contributiva anche coadiuvanti e coadiutori.

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Importante: il regime contributivo agevolato è opzionale, nel senso che la scelta spetta al contribuente, che deve presentare specifica domanda.

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Come funziona il beneficio

L’agevolazione è spiegata nel comma 77 della manovra: «non trova applicazione il livello minimo imponibile previsto ai fini del versamento dei contributi previdenziali dall’articolo 1, comma  3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, e si applica, per l’accredito della contribuzione, la disposizione di cui all’articolo 2, comma 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335». Significa che non si versa la quota fissa, i contributi si calcolano in percentuale in base al reddito, i versamenti si effettuano in acconto e a saldo alle scadenze previste per le somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi. Alle scadenze previste per il pagamento degli acconti, si paga anche la contribuzione di maternità, pari a 7,44 euro annui e che verrà corrisposta in due rate uguali pari ad 3,72 euro.

Importante: se i contributi versati sono inferiori al minimo, i mesi accreditati saranno proporzionalmente ridotti. Nell’ipotesi di impresa già esistente, i contributi sono attribuiti temporalmente dall’inizio dell’anno solare, mentre nell’ipotesi di nuova impresa la decorrenza coinciderà naturalmente con il mese di inizio di imposizione contributiva. Se il reddito forfettario è superiore al minimale, c’è diritto all’accredito per l’intero anno.

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Per quanto riguarda coadiuvanti e coadiutori, l’imponibile è determinato dalla quota di reddito determinato forfettariamente ed attribuito al collaboratore fino ad un massimo del 49%, sommando poi gli altri eventuali redditi d’impresa che il collaboratore abbia eventualmente percepito nel periodo d’imposta.

Infine, i pensionati INPS con oltre 65 anni che accedono al regime agevolato, non possono applicare anche la riduzione contributiva del 50% prevista dall’articolo 59, comma 15, della legge 449/1997, così come i collaboratori familiari di età inferiore ai 21 anni, che prestano attività in imprese che aderiscono al regime agevolato, non applicano la riduzione contributiva di tre punti percentuali prevista dall’art. 1, comma 2, della legge 233/1990.

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Procedura per i contributi agevolati

Come detto, il regime è opzionale, il contribuente che sceglie la riduzione contributiva deve presentare apposita domanda all’INPS, con modalità che cambiano nei due diversi casi seguenti:

  • soggetti già esercenti attività d’impresa al primo gennaio 2015: compilano il modello telematico predisposto all’interno del Cassetto per Artigiani e Commercianti al seguente indirizzo internet: www.inps.it – Servizi Online – Elenco di tutti i servizi – Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Sezione Domande telematizzate: Regime agevolato ex. Art.1, commi 76-84 L. 190/2014 – Adesione. Termine ultimo: 28 febbraio dell’anno in cui intendono applicare il beneficio. In caso di ritardo, niente agevolazione per l’anno in corso: il contribuente deve ripresentare domanda l’anno successivo, sempre entro il 28 febbraio. Attenzione: le partite IVA che, pur esercitando attività d’impresa prima dell’entrata in vigore della Legge di Stabilità (quindi, prima del 2015), non risultino ancora titolari di posizione attiva presso le gestioni autonome, devono compilare il modello cartaceo, pubblicato sul sito INPS e allegato alla circolare 29/2015 (scaricalo qui);
  • titolari di nuove imprese: presentano dichiarazione di adesione al regime agevolato, attraverso la citata procedura telematizzata, con la massima tempestività rispetto alla data di ricezione della delibera di avvenuta iscrizione alla gestione previdenziale. Se la dichiarazione di adesione arriva entro la data di avvio della prima elaborazione utile, ordinaria o infra-anno, verrà applicata immediatamente la tariffazione agevolata e nel Cassetto Previdenziale saranno disponibili i modelli F24 precompilati con i Codici INPS e le scadenze relative al nuovo regime, da utilizzare per i versamenti. Se invece la dichiarazione di adesione arriva quando la posizione del richiedente sia stata già oggetto di imposizione contributiva, la dichiarazione medesima verrà trasferita per l’istruttoria alla sede di competenza.

Uscita dal regime agevolato

Il beneficio cessa di essere riconosciuto nell’anno successivo a quello in cui vengono meno i requisiti o in cui il contribuente decide di uscire. Nel caso in cui emerga che i requisiti, pur dichiarati, non fossero effettivi, il regime previdenziale agevolato cessa immediatamente, fin dall’inizio, e viene ripristinata l’imposizione contributiva ordinaria sin dall’anno nel quale era stata inizialmente registrata l’adesione al regime agevolato. Questo ripristino del regime ordinario è quindi retroattivo e ha carattere definitivo, quindi preclude ogni ulteriore possibilità di accesso al beneficio. (Fonte: circolare INPS 29/2015).