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Incentivi lavoro: i punti deboli della Legge di Stabilità

di Barbara Weisz

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Sconto IRAP a metà e sgravi contributivi limitati a 300mila assunzioni agevolate, con soglie massime, esclusioni varie e soppressione di altri benefici: i punti deboli della Legge di Stabilità 2015.

Gli incentivi alle nuove assunzioni nella Legge di Stabilità 2015 presentano limiti tali da ridurne drasticamente i benefici pratici: per prima cosa la copertura finanziaria copre 300mila contratti, appena 1/5 di quelli attivati a tempo indeterminato dalle aziende italiane in un anno. Senza contare che comportano un tetto massimo (6.200 euro) ed assorbono, abolendo, la storica decontribuzione per l’assunzione stabile di disoccupati (Legge 407/90) – al Sud e non solo – con l’aggravante che non comportano neppure lo sgravio dei contributi INAIL (come invece avveniva in quel caso). Anche il nuovo sconto IRAP sul lavoro ha un forte limite: riguarda solo il tempo indeterminato, mentre sul tempo determinato  (e su profitti e interessi passivi) ritorna al 3,9%, cancellando di fatto il taglio del 10% dell’aliquota già deciso lo scorso aprile. Insomma, alla fine la misura non vale 5 mld ma appena 2,9 miliardi.

Incentivi assunzione

L’incentivo alle assunzioni è contenuto nell’articolo 12 della Legge di Stabilità e riguarda i contratti a tempo indeterminato instaurati nel 2015, con esonero dei soli versamenti  contributivi per 36 mesi (vanno pagati i premi INAIL).

=> Decontribuzione: calcolo dei risparmi

Il beneficio riguarda solo l’assunzione di lavoratori che nei sei mesi precedenti non siano stati occupati a tempo indeterminato, che non abbiano già beneficiato di sgravi analoghi e che non rientrino nei settori agricolo e domestico. C’è infineun limite massimo all’importo dell’esonero, pari a 6.200 euro su base annua: significa che coprirà stipendi fino a 1.200 euro netti al mese (calcolo confermato dal ministro Padoan).

A questa misura viene destinato un miliardo l’anno (2015-2017). Calcolando anche i 900 milioni che derivano dalla soppressione di altri incentivi (stabilizzazione apprendisti e assunzione disoccupati da oltre 24 mesi), si arriva nel 2015 a 1,9 miliardi, che diviso per 6.200 si traduce in circa 300mila assunzioni agevolabili. Peccato che nel 2013 ne erano state effettuate oltre 1,5 milioni, a tempo indeterminato (dati Ministero del Lavoro). Dunque? Già dal prossimo marzo sarà tutto esaurito? Certo il calcolo è teorico, perché la misura esclude ad esempio tutti i passaggi diretti da una società all’altra. Padoan non ha escluso nuove risorse, ma non si capisce da dove potrebbero arrivare.

Taglio IRAP

Il Ministro Padoan parla di 800mila nuovi posto (in più rispetto al trend degli ultimi anni), grazie all’effetto combinato con l’abbattimento della componente lavoro dall’IRAP, incentivo disposto dall’articolo 5Prevede che si possa portare in deduzione la differenza fra costo complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato e altre deduzioni spettanti (comma 1 lettera a e commi 1 bis, 4 bis e 4 quater dell’articolo 11 del Dlgs 446/1997): significa che gli altri contratti (a termine, collaborazioni e così via) continueranno ad applicare le normali deduzioni forfettarie.

Questa misura, secondo i calcoli del Governo, vale 5 miliardi. Dunque, rispetto alla legislazione attuale c’è un risparmio di quasi 7 miliardi nel 2015 interamente concentrato sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato. La ratio è quella di incentivare questo contratto, anche in vista dell’approvazione della riforma del lavoro (Jobs Act) in gran parte affidata al Ddl Delega Lavoro.