e-Commerce, la Raccomandazione Ocse 2016

di Redazione PMI.it

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Raccomandazione OCSE 2016 sul commercio elettronico: analisi delle linee guida in materia di privacy dei consumatori, condizioni contrattuali, sanzioni e risarcimenti in caso di violazione.

Il 24 aprile 2016 l’OCSE ha pubblicato la seconda raccomandazione (dopo quella del 1999) in materia di e-Commerce. Il provvedimento, non giuridicamente vincolante per gli Stati che fanno parte dell’Organizzazione rimanendo a livello di linee guida, sottolinea come punto centrale la necessità di approvare normative volte ad una disciplina maggiormente consapevole delle dinamiche tipiche del commercio elettronico,  facendo particolare attenzione alla tutela dei consumatori e dei diritti alla riservatezza.

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Coincidenza o caso fortuito, la raccomandazione arriva in tempo rispetto all’imminente approvazione del nuovo Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali: l’ 8 aprile c’è stato l’esame finale presso il Consiglio Europeo e degli Stati Membri; il 12 aprile dovrebbe esserci la ratifica presso la Commissione; il 14 aprile voto finale presso il Parlamento UE a Strasburgo.

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L’attività legislativa dell’Unione Europea di questi mesi in materia di privacy, ormai sappiamo, è stata caratterizzata da un particolare fermento che ha visto – oltre ai lavori su Regolamento per la Protezione dei dati, anche quelli sul Privacy Shield, cioè la disciplina sul trasferimento dati negli USA  (tuttavia, sul punto, va rammentato che il Gruppo di lavoro Articolo 29 continua, anche recentemente, ad esprimere tutte le sue perplessità) attività tutta indirizzata anche alla costruzione del mercato unico digitale.

=>Luci e ombre del Privacy Shield

Lo stesso Data Protection Supervisor, Giovanni Buttarelli, ultimamente ha espresso la speranza di arrivare, un giorno, ad avere un mercato unico veramente globale in cui il sistema di interscambio di informazioni sia regolato e garantito in maniera paritaria a livello mondiale.

E-commerce, più limiti e sanzioni

Tornando alla Raccomandazione, l’OCSE pone particolare attenzione anche sulla necessità di regolamentare i servizi online di e-commerce. Questi in molti casi si presentano soltanto apparentemente gratuiti ma, senza adeguata informazione e consenso, acquisiscono dati personali degli utenti come contropartita della fornitura del servizio; dati personali, anche a livello aggregato, che vengono poi rivenduti.

Altro elemento di particolare rilievo, e che rimarca la ormai ventennale disciplina europea a tutela dei consumatori, è la necessità di cercare di imporre alle imprese che offrono servizi online di semplificare nella maniera più chiara possibile le condizioni ed i termini contrattuali. E’ necessario assicurare agli utenti al possibilità di individuare immediatamente e comprendere in breve tempo quali sono i vincoli giuridici cui questi si obbligano nel momento in cui intendo fruire del servizio offerto. Circostanza che si presenta particolarmente rilevante in relazione ai servizi offerti nel settore Mobile e della App.

Anzi ancor più esplicitamente si insiste nella necessità di sanzionare pratiche commerciali poste in essere da alcune imprese volte a travisare o nascondere termini e le condizioni in modo da influenzare le decisioni degli utenti (anche nascondendo la propria identità o posizione). Allo stesso modo, sostiene l’OCSE, è fondamentale che si elaborino normative che regolino il marketing, soprattutto mirato a bambini o altri consumatori vulnerabili

A tutto ciò, sostiene la Raccomandazione, dovrebbe essere altresì ricollegata una disciplina che preveda delle forme di risarcimento in caso di violazione della privacy.

I punti che tocca il documento di indirizzo sono molti altri, ma appare particolarmente rilevante sottolineare come l’OCSE rappresenti come una priorità quella di creare un’infrastruttura che sia veramente sicura e garantista per sviluppare livelli minimi di protezione dei consumatori in tutti meccanismi di pagamento.

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Avv. Emiliano Vitelli (vice presidente Centro Europeo Privacy)

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