Tratto dallo speciale:

Pacchi extra-UE, istruzioni per i dazi da 3 euro su ogni prodotto dal 1° luglio

di Barbara Weisz

22 Maggio 2026 07:00

logo PMI+ logo PMI+
Il 1° luglio 2026 scatta il nuovo dazio doganale pari a 3 euro per ogni tipo di articolo contenuto nei pacchi extra-UE con valore complessivo fino a 150 euro. Istruzioni e adempimenti.

Dal 1° luglio 2026 le importazioni extra-UE di valore inferiore a 150 euro perderanno la franchigia doganale e saranno soggette a un nuovo dazio di 3 euro per articolo. Un pesante fardello per chi è fa shopping online acquistando prodotti a basso prezzo, tipicamente cinesi. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato le prime indicazioni per importatori, spedizionieri e corrieri in vista del debutto della misura, aggiornando le istruzioni su codici doganali e adempimenti dichiarativi.

Contrasto all’e-commerce da USA e Cina

La misura risponde a due pressioni convergenti. Sul piano dei flussi commerciali, le tariffe doganali imposte dagli USA con la presidenza Trump hanno dirottato parte dei volumi cinesi verso il mercato europeo. Sul piano della concorrenza, il monitoraggio UE punta a limitare piattaforme nate in Cina come Temu e Shein, i cui prodotti spesso non rispettano gli standard ambientali, sociali e di governance vigenti nell’Unione o le regole salariali comunitarie.

L’urgenza del provvedimento è confermata dai dati: nel 2024 sono entrati in Europa 4,6 miliardi di piccoli pacchi, il 91% dei quali provenienti dalla Cina.

Un dazio per ogni codice tariffario

La nuova tassazione europea, introdotta dal Regolamento (UE) n. 2026/382 dell’11 febbraio, non colpisce il pacco nella sua interezza ma le singole tipologie di articoli in esso contenuti. Il dazio di 3 euro si applica infatti per ciascun codice tariffario (voce doganale) presente nella spedizione: questa distinzione è determinante per calcolare il costo reale dello shopping online su piattaforme extra-UE.

Il meccanismo si applica per categoria merceologica dichiarata, non per unità di prodotto. Tre esempi di calcolo:

  • se un pacco contiene sei camicie identiche (stesso codice tariffario), il dazio complessivo è di 3 euro;
  • se il pacco contiene una camicia di seta e due di lana (due codici diversi), la tariffa totale sarà di 6 euro;
  • se gli articoli appartengono a tre diverse voci doganali, l’aggravio sarà di 9 euro.

La misura è transitoria e resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, quando entrerà a regime il nuovo centro doganale digitale comunitario.

Codici doganali e adempimenti, le istruzioni ADM

Con avviso ADM del 15 maggio, sono aggiornate anche le istruzioni per gli operatori sui codici di procedura doganale. Eliminato il codice Regime aggiuntivo C07, finora usato per attestare la franchigia sulle spedizioni di modesto valore, debutta il codice F53 per i pacchi soggetti a IVA ordinaria. Continuano invece ad applicarsi i codici F48 (regime IOSS) e F49 (regime speciale). Il nuovo dazio è classificato come diritto doganale di tipo A00 ed è pertanto soggetto a IVA.

Sono poi in arrivo anche ulteriori adeguamenti, le cui istruzioni di dettaglio saranno pubblicate dopo l’approvazione dei pertinenti atti unionali:

  • aggiornamento dei sistemi sui tracciati H1 e H7 con l’integrazione dei nuovi codici TARIC nel database europeo;
  • modalità di contabilizzazione del dazio specifico per le spedizioni di modesto valore;
  • adeguamento della garanzia per gli operatori titolari dell’autorizzazione DPO e richiesta di tale autorizzazione per chi non ne è ancora titolare.

Dal 1° novembre 2026 diventeranno infine obbligatori i nuovi requisiti relativi agli identificativi di prodotto (“Product Identifiers”), finalizzati a rafforzare l’analisi dei rischi e i controlli sulle merci commercializzate tramite e-commerce.

Il contributo italiano da 2 euro: introdotto e poi soppresso

L’Italia aveva approvato nella Legge di Bilancio 2026 un analogo contributo da 2 euro sulle merci extra-UE sotto i 150 euro, operativo da gennaio 2026 e configurato come contributo alle spese amministrative doganali. La misura è stata poi soppressa nel corso della conversione del Milleproroghe e con il Decreto Fiscale (DL 38/2026), per evitare la sovrapposizione con il dazio europeo.

Dal 1° luglio 2026, quindi, si applica il solo dazio UE da 3 euro per articolo, senza prelievi nazionali aggiuntivi.

Verso la riforma doganale del 2028

Il dazio forfettario di 3 euro è una soluzione di transizione. La strategia di lungo periodo dell’Unione Europea prevede il superamento definitivo della soglia de minimis dei 150 euro. Dal 2028, con l’entrata a regime dell’hub doganale digitale europeo, ogni merce sarà soggetta alle aliquote ordinarie basate sul valore reale e sulla classificazione tariffaria specifica, uniformando il trattamento fiscale per tutte le importazioni di e-commerce indipendentemente dal valore dichiarato.