Rottamazione multe e cartelle locali: le regole in Manovra 2026

di Barbara Weisz

Pubblicato 31 Ottobre 2025
Aggiornato 9 Gennaio 2026 08:58

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La Legge di Bilancio 2026 permette a Regioni e Comuni la rottamazione volontaria delle cartelle per debiti locali con doppio binario per le multe stradali.

La rottamazione-quinquies inserita nella Legge di Bilancio 2026 non coinvolge i tributi degli enti locali come Comuni e Regioni, che però possono aderire su base volontaria. Per le multe, la definizione agevolata ricomprende automaticamente solo quelle irrogate dalle amministrazioni dello Stato.

La rottamazione volontaria degli enti locali

Le Regioni e gli enti locali possono introdurre autonomamente forme di definizione agevolata che prevedono l’esclusione o la riduzione degli interessi o anche delle sanzioni. In questo caso, devono concedere ai contribuenti almeno 60 giorni di tempo dalla data di pubblicazione dell’atto nel proprio sito web istituzionale, per mettersi in regola.

Queste forme di rottamazione possono riguardare anche i casi in cui siano già in corso procedure di accertamento o controversie, nonché le entrate patrimoniali come l’IMU. Non possono invece ricomprendere IRAP, compartecipazioni e addizionali a tributi erariali. Infine, devono riferirsi a periodi di tempo circoscritti e consentire anche l’utilizzo di tecnologie digitali per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’applicazione delle relative disposizioni.

Possono anche aderire alle forme di pace fiscale previste dall’amministrazione centrale, come ad esempio la rottamazione-quinquies. La formulazione di questa regola contenuta in manovra è la seguente:

nel caso in cui la legge statale preveda forme di definizione agevolata, le regioni e gli enti locali possono introdurre analoghe forme di definizione agevolata per assicurare ai contribuenti il medesimo trattamento tributario.

Quali multe rientrano nella rottamazione-quinquies

La Rottamazione quinquies ricomprende solo le cartelle esattoriali che si riferiscono a tributi statali. Vi rientrano anche le multe automobilistiche ma solo se irrogate dalla polizia stradale o dai carabinieri. Se invece la contravvenzione è stata emessa dai vigili urbani, non è rottamabile.

Scegliendo di ricorrere a una forma di definizione agevolata analoga a quella “nazionale”, nei termini sopra riportati, anche i Comuni possono concedere la rottamazione.