Orario di lavoro: con i trasferimenti scatta lo straordinario

di Redazione PMI.it

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Chiarimenti della Corte di Cassazione su quel che rientra o meno nell'orario di lavoro e su quando scattano gli straordinari: vale l'obbligo di disponibilità alla prestazione e non il mero orario.

Con l’Ordinanza n. 24828/2018, la Corte di Cassazione ha stabilito che rientra nell’orario di lavoro tutto il tempo in cui le energie del prestatore restano a disposizione del datore, anche in caso di momentanea inattività, e la prestazione resa deve essere remunerata in misura corrispondente al tempo complessivo necessario a svolgere le mansioni affidate.

Lavoro straordinario

Dunque, si configura come lavoro straordinario la giornata lavorativa di un dipendente che superi le nove ore e mezzo, anche se parte di questo tempo viene utilizzato per recarsi con l’auto aziendale sui vari cantieri, come accadeva nel caso esaminato dalla Cassazione.

Lavoro effettivo

Nella propria sentenza, la Corte di Cassazione ha ricordato che la direttiva 93/104 CEE, recepita in Italia dal D.Lgs. n. 66/2003, ha eliminato dall’ordinamento il concetto di lavoro effettivo, attribuendo rilievo al tempo della disponibilità del prestatore e alla sua presenza sui luoghi di lavoro oltre alla prestazione effettiva.

Nell’orario di lavoro rientra quindi qualsiasi momento in cui il prestatore non può disporre liberamente di sé stesso, pur restando inoperoso, ed è obbligato a tenere costantemente disponibile la propria forza di lavoro per ogni richiesta o necessità.  Per quanto concerne il caso esaminato ne consegue che deve essere remunerato il tempo impiegato dal lavoratore per raggiungere i vari cantieri della società.