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DEF in Parlamento e a Bruxelles: numeri e misure

di Barbara Weisz

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I numeri della crescita e le misure previste in Legge di Stabilità 2019 a margine di quanto previsto nella Nota di aggiornamento al DEF 2018: testo e relazione di accompagnamento.

«Come sostenuto in diverse occasioni, la manovra di bilancio che questo Governo si appresta a varare è coraggiosa e responsabile, puntando alla crescita e al benessere dei cittadini, assicurando in seguito un profilo di riduzione del deficit, che passerà dal 2,4% del 2019 al 2,1% del 2020 per chiudere all’1,8% del 2021»: così Giovanni Tria, ministro dell’Economia, presenta alla commissione europea il DEF, Documento di Economia e Finanza, approvato lo scorso 27 settembre e di cui finalmente è stato pubblicato il testo ufficiale.

=> Leggi la Nota di Aggiornamento al DEF 2018

Il PIL è all’1,5% per questo 2018, salirà all’1,6% nel 2019, scenderà poi all’1,4% nel 2020. Infine, c’è un percorso di riduzione del debito, al 130% l’anno prossimo fino al 126,7% nel 2021. Questi numeri sono il risultato delle politiche che il Governo mette in campo fin dalla manovra 2019 in corso di preparazione, dove ci saranno per certo flat tax, reddito di cittadinanza, quota 100.

Le Legge di Bilancio, si legge nella relazione di accompagnamento al DEF, prevede interventi «per rilanciare la crescita economica, soprattutto attraverso il rilancio e il potenziamento degli investimenti pubblici e privati», e ulteriori disposizioni «finalizzate al miglioramento dell’inclusione sociale e all’incentivazione del ricambio generazionale nei luoghi di lavoro».

Il reddito di cittadinanza partirà nel 2019, e viene definito strumento «necessario per assicurare un più rapido ed efficace accompagnamento al lavoro dei cittadini», con il duplice obiettivo di «garantire la necessaria mobilità del lavoro e un reddito per coloro che nelle complicate fasi di transizione, determinate dai processi di innovazione, si trovano in difficoltà. Tale misura eliminerà al tempo stesso sacche di povertà non accettabili nel settimo paese più industrializzato del mondo».

La Riforma delle pensioni serve a «promuovere il rinnovo delle competenze professionali necessarie a supportare il processo di innovazione». Infine, «è necessario semplificare il sistema di tassazione diretta e indiretta, riducendo allo stesso tempo la pressione fiscale su imprese e famiglie, come più volte raccomandato anche dalle istituzioni internazionali. Dal prossimo anno si  inizierà ad agire in modo deciso sulla tassazione delle imprese».

Le misure fondamentali attese in manovra in base alle anticipazioni.

  • Reddito di cittadinanza: partirà in marzo-aprile, accompagnato da un rafforzamento dei centri per l’impiego.
  • Pensione anticipata: nel 2019 si parte con la quota 100, la possibilità di ritirarsi con 41 anni di contributi slitta ai prossimi anni.
  • Flat tax a favore di piccole imprese, professionisti, artigiani: modulazione aliquota al 15% per redditi autonomi fino a 65mila euro, al 20% fino a 100mila euro.
  • Taglio Ires per imprese che reinvestono profitti e assumono.
  • Rilancio investimenti pubblici e ricerca.
  • Promozione settori chiave dell’economia, in primis manifatturiero avanzato, infrastrutture, costruzioni.

In termini semplici, la manovra 2019 inizierà un percorso che, secondo gli obiettivi del Governo, assicurerà più crescita rispetto all’attuale trend consentendo di centrare gli obiettivi fissati dal DEF, che attraverso l’innalzamento del deficit/PIL  consente misure espansive.

Come aveva anticipato il ministro Tria, i conti saranno comunque ancorati a clausole di salvaguardia (che scattano se si sforano gli obiettivi) diverse dal passato. Fine del rischio aumenti IVA, la manovra 2019 prevederà «un piano di intervento volto a sostituire le residue clausole di salvaguardia con interventi di riduzione della spesa e di potenziamento dell’attività di riscossione delle imposte».

Ora, sottolinea lo stesso Tria, «si apre la fase di confronto con la Commissione Europea, che potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del Governo delineata dalla manovra». «Auspico che il dialogo con la Commissione Europea rimanga aperto e costruttivo, tenendo conto delle reali esigenze di cittadini e imprese e del ruolo che svolgono le Istituzioni. In questo dialogo il Governo si presenta compatto e fiducioso».