Corruzione nella PA: per gli statali scatta il divieto di ricevere regali

di Teresa Barone

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Il Ddl anti corruzione approda in Senato e sancisce il divieto per gli statali di accettare regali o compensi in cambio di servizi, amministratori esclusi.

Per gli statali scatta il divieto di accettare regali, compensi o favori in cambio di servizi: lo ha deciso il Governo approvando l?articolo 1 contenuto nel disegno di legge anti corruzione, che adesso passa al vaglio del Senato. Con 502 si e 2 no, il disegno di legge introduce alcune novità importanti per i dipendenti pubblici, al fine di contrastare il fenomeno della corruzione nella Pubblica Amministrazione.

Il Governo ha infatti accolto, sebbene con alcune modifiche, un emendamento presentato dal deputato Udc Pierluigi Mantini e relativo al divieto per i funzionari della PA di ricevere qualsiasi tipo di “compenso? extra per l?espletamento di una mansione o di un servizio.

«Divieto per tutti i dipendenti pubblici di chiedere o accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità, in connessione con l’espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati, fatti salvi i regali d’uso, purché di modico valore e nei limiti delle normali relazioni di cortesia.»

Il disegno di legge introduce anche l’Autorità Nazionale per contrastare i casi di corruzione nella PA, come anche l?attuazione di un Piano di prevenzione da applicare in tutti i settori pubblici. La proposta di Mantini prevedeva, tuttavia, l?estensione del divieto anche agli amministratori, nello specifico sindaci e assessori, tuttavia il Ministro Filippo Patroni Griffi ha ritenuto opportuno rimandare questa decisone al Governo, respingendo anche la mozione che proponeva di fissare un tetto massimo non superiore ai 300 euro per i regali “d?uso?.

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