Rc Auto, sos del Garante sul caro-prezzi

di Barbara Weisz

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La Rc auto in Italia è fra le più care d'Europa. L'Agcom punta il dito contro risarcimento diretto e scarsa concorrenza. Dubbi sul ddl anti-frodi.

Fra il 2009 e il 2010 la rc auto in Italia è aumentata mediamente del 25%. L’assicurazione della moto ha segnato un incremento anche più vistoso, pari al 35%. Gli aumenti delle polizze assicurative dei mezzi di trasporto in Italia sono più che doppi rispetto a quelli registrati nella zona euro. A denunciare il caro-prezzi è stato il garante per la Concorrenza, Antonio Catricalà, nel corso di un’audizione alla Commissione Industria del Senato.

L’autorità ha svolto un’indagine su un campione di 20 compagnie che rappresentano l’82% dei premi raccolti nel 2010. Ci sono alcune categorie per cui il rincaro è stato particolarmente evidente: per un 40enne del Nord Italia con un’auto di media cilindrata il premio è aumentato di oltre il 20%, per un 65enne del su con un una cilindrata medio-piccola l’incremento è stato del 15-20%, un diciottenne delle isole ha pagato il 30% in più.

Fra i principali punti deboli individuati dall’Agcom, il sistema del risarcimento diretto, introdotto dal primo febbraio 2007, in base al quale i danni vengono risarciti non dalla compagnia del responsabile, ma da quella del danneggiato, che poi viene a sua volta rimborsata con un complicato sistema. Tutto questo, secondo l’Authotiy, non ha funzionato bene. Così come Catricalà appare scettico sulla recente novità legislativa rappresentata dal ddl sulle frodi (prevede un meccanismo di rilevazione del rischio da affidare a un gruppo di lavoro nominato da ministeri, Isvap e Ania, che si avvale di una banca dati), sottolineando il rischio che questo possa deresponsabilizzare le compagnie dallo svolgere un’efficiente attività di controllo. Rilevata anche la bassa mobilità della clientela.

Secondo Catricalà, «pesa l’assenza di una struttura distributiva indipendente e sono eccessive le cointeressenze tra imprese assicurative che deprimono la normale tensione competitiva», mentre andrebbe favorita la diffusione di figurae professionali indipendenti, broker e agenti plurimandatari, che aiutinao il consumatore a scegliere la compagnia e la polizza migliore.

La diffusione di agenti plurimandatari è aumentata negli ultimi anni, dal 7,8% del 2007 al 17,6% del 2009. Ma il plurimandato non si è diffuso fra le compagnie di maggiori dimensioni.

Il risultato è, come detto, un costo delle polizze che, per fare qualche esempio, in Italia è aumentato mediamente del 4,6% all’anno negli ultimi 10 anni, praticamwnte il doppio rispetto al 2,1% della media di Eurolandia, sei volte superiore a quello della Germania, 0,7%, cinque volte a quello di Olanda (0,8%) e Francia (0,9%), quasi doppio rispetto al 2,7% della Spagna.

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