Immigrati, arriva il permesso a punti

di Barbara Weisz

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Chi chiede il permesso di soggiorno ha due anni di tempo per imparare l'italiano e i principi base di educazione civica. La misura approvata dal Cdm era già nel pacchetto sicurezza del 2009.

Dopo essere sbarcati sulla patente, i punti arrivano anche sul permesso di soggiorno. E per ottenerli gli immigrati dovranno studiare l’italiano e l’educazione civica. Lo prevede l’“Accordo di integrazione fra lo straniero e lo stato” approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che era già previsto dal pacchetto sicurezza Maroni del 2009. Riguarda tutti gli stranieri di almeno 16 anni che chiedono per la prima volta un permesso di soggiorno superiore a un anno.

Nel momento in cui presentano la domanda, in prefettura o in questura, si impegnano a intraprendere un percorso formativo di due anni finalizzato, spiega il Viminale, ad acquisire «la conoscenza di base della lingua italiana» e «dell’organizzazione delle istituzioni pubbliche e della vita civile in Italia».

Della formazione si occupa lo Stato, attraverso corsi gratuiti. La “pagella”, ovvero i punti, vanno da 0 a 30, e la “sufficienza” è rappresentata da 16 punti. Se lo straniero totalizza più di questa soglia, è promosso “a pieni voti” e ottiene il permesso. Sono anche previsti corsi premio aggiuntivi per chi merita le pagelle migliori. Se il punteggio si ferma a 16, viene concesso un permesso di un anno durante il quale lo straniero dovrà recuperare e raggiungere un punteggio più alto. Sotto questa soglia, scatta l’espulsione.

I 16 punti necessari per la promozione in realtà vengono riconosciuti automaticamente, con la presentazione della domanda. Ma possono essere tolti, per esempio in caso di condanna penale. Anche non frequentare i corsi di educazione civica gratuiti comporta la perdita di punti, 15 per la precisione. Chi invece partecipa, vedrà i punti aumentare.

Vengono assegnati punti in più anche per una serie di motivi, fra cui l’iscrizione al servizio sanitario nazionale, che vale 4 punti, l’avere un’attività commerciale, altri 4, oppure un titolo di studio (quattro crediti per la licenza media e via via a slaire fino a un massimo di 64 per un dottorato di ricerca). O ancora, la casa vale 12 punti, una buona conoscenza dell‘italiano 30 punti.

Lo stato si impegna a organizzare i corsi, che partiranno nei prossimi mesi, della durata di 5-10 ore. Al termine del biennio, ci sarà un test, anch’esso gratuito, per la verifica del punteggio.

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