Il peer to peer nel mirino anche in Spagna

di Lorenzo Gennari

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Dopo Francia e Gran Bretagna, anche la Spagna mette i software di condivisione dei file sotto osservazione e istituisce una commissione contro il download illegale

La Spagna dichiara guerra al download illegale di film, musica, programmi o videogiochi. Dopo l?approvazione della “Legge dell?Economia sostenibile? che norma la protezione del copyright, il ministro della Cultura, Angeles Gonzalez-Sinde, ha annunciato la creazione di una “Commissione di proprietà intellettuale?, organismo ad hoc che si occuperà di tutela del diritto d?autore.

Tale Commissione non potrà però che muoversi all’interno dei paletti messi da Bruxelles per evitare il ripetersi di fenomeni come quello dell’Hadopi francese. L’Ue ha infatti stabilito, circa qualche giorno fa, che ogni provvedimento di limitazione dell?accesso al web “può essere imposto soltanto se appropriato, proporzionato e necessario nel contesto di una società democratica”, e sulla base di “una procedura preliminare equa e imparziale”.

I presunti trasgressori destinatari di tale provvedimento, inoltre, dovranno essere ascoltati dai magistrati sulla base della “presunzione d?innocenza“. E ogni caso dovrà essere basato sul “diritto a un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo”.

La Commissione spagnola pertanto potrà decidere, in prima istanza, di chiudere siti e portali dedicati al download illegale, anche senza sentenza giudiziaria ma, ha assicurato il ministro Gonzales-Sinde, «in ogni caso a nessun utente verrà impedito di connettersi al web, come invece proposto in Francia e in Gran Bretagna».

L’intervento sarà quindi teso solo a bloccare i siti che violano le leggi sul diritto d?autore e l?organismo di controllo potrà anche rivolgersi ai provider per identificare i siti che permettono di scaricare illegalmente, e questi saranno obbligati a consegnarli.

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