Tim, Vodafone e Wind: Agcm contro pubblicità scorretta

di Marianna Di Iorio

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I tre colossi della telefonia mobile italiana hanno ricevuto una salata multa da parte dell'Agcm che è intervenuta su tre casi di pubblicità scorretta

Estate calda per tre degli operatori di telefonia mobile italiana: Tim, Vodafone e Wind hanno ricevuto una cospicua sanzione da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, in merito a casi di pubblicità scorretta.

L’Agcm è intervenuta prima la scorsa settimana con due provvedimenti rispettivamente per Tim e Vodafone, pubblicati integralmente nel bollettino n. 28 del 21 agosto 2008, poi ieri è stata la volta di Wind, presente nel bollettino n. 29.

In particolare, per quanto riguarda Tim, l’intervento fa riferimento ad un SMS inviato ai propri clienti in cui si indica l’attivazione di un servizio senza averne richiesto il consenso e senza fornire alcuna informazione riguardante le condizioni economiche. Il contenuto è il seguente: “Attivato Flat Day fino alle 24”. Il messaggio risale al gennaio scorso.

Dopo alcune verifiche, l’Agcm ha evidenziato che il testo in oggetto non faceva riferimento ad un prodotto commerciale in promozione, ma ad «una tariffa a tempo che viene applicata unicamente ai clienti prepagati che abbiano avviato la navigazione in Internet al di fuori del portale mobile di Tim, che consente loro di navigare liberamente, al costo fisso di 1 euro, fino alle ore 24.00 e per un massimo di 5MB». Non avendo, dunque, fornito le informazioni adeguate, Tim ha ricevuto una multa pari a 300 mila euro.

Stessa sorte è toccata a Vodafone, che secondo l’Autorità, durante uno spot televisivo, andato in onda lo scorso gennaio, ha promosso in maniera scorretta Vodafone Internet Key.

In sostanza, secondo quanto ha denunciato l’Autorità, informazioni fondamentali vengono fornite in maniera troppo veloce (meno di 3 secondi) e altre, invece, non sono indicate. Ad esempio, nello spot si fa riferimento alla disponibilità gratuita della chiave per collegarsi ad Internet solo dopo abbonamento, ma non si indica l’abbonamento che deve essere sottoscritto. Inoltre, non si fa riferimento al costo previsto in caso di recesso dall’abbonamento, pari a 199 euro. In questo caso, la multa è pari a 360 mila euro.

Omissione di alcune rilevanti caratteristiche dell’offerta è la stessa accusa mossa a Wind che, in uno spot televisivo dello scorso inverno, pubblicizzava “Noi 2 Big Pack”.

Secondo l’Autorità chiamata in causa, la società non ha indicato, o meglio ha fornito informazioni fondamentali in maniera veloce e facendo puntare l’attenzione dell’utente più sullo spot che sui dettagli dell’offerta. La sanzione ammonta a 300 mila euro.

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