I Governi europei potrebbero bandire Microsoft

di Roberta Donofrio

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Due membri del parlamento europeo hanno chiesto alla Commissione di bandire Microsoft dalle offerte pubbliche per la cattiva condotta professionale in ambito antitrust

Secondo la Commissione Europea i Governi che hanno avviato dei progetti di Information Technology potrebbero decidere di escludere Microsoft dalle offerte pubbliche a causa delle sue precedenti condanne antitrust.

A sollecitare l’intervento della Commissione sono stati due europarlamentari, Heide Rüle, della Germania, e il francese Alain Lipietz, che hanno chiesto se le attuali regole vigenti in materia di finanza e appalti potevano autorizzare i governi a bandire la società dalle offerte pubbliche per la realizzazione di progetti di IT.

I membri del parlamento europeo hanno poi fatto riferimento all’articolo 93 che prevede il rifiuto di candidature da parte di società che siano state condannate dall’autorità giudiziaria per atti criminosi, o di cui sia stata riconosciuta una grave cattiva condotta professionale.

Già nel 2004 Microsoft è stata multata dalla Commissione per una cifra di 497 milioni di euro per una violazione alla regolamentazione anti-trust. La società fu obbligata a vendere una versione del suo sistema operativo senza il suo Windows Media Player e a rivelare informazioni di interoperabilità per i suoi server.

Tuttavia per la Commissione l’articolo non può essere applicato alla condotta di Microsoft, poiché non comprende i giudizi emessi dalla Corte di giustizia o le pene pecuniarie inflitte dalla Commissione per le violazioni delle regole sulla concorrenza. «L’interpretazione del provvedimento richiederebbe attualmente un accertamento caso-per-caso che può essere fatto solamente in una procedura di appalto già in corso».