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Riforma Pensioni 2011: serve sconto su ricongiunzione contributive

di Noemi Ricci

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Cazzola chiede al Governo una riforma delle pensioni con rincongiunzioni dei contributi senza oneri a carico dei lavoratori: revisione necessaria a fronte del mutato trend nel mondo del lavoro in cui si cambia impiego di frequente.

La Riforma delle Pensioni, invece che tagliare, avrebbe dovuto tentare di risolvere molte “storture” attuali, come ad esempio la norma che prevede dal 1° luglio 2010 (per effetto della Legge 122/2010), costi alle stelle per la ricongiunzioni dei contributi, prima gratuite. In occasione della Riforma Pensioni 2011 in corso, il deputato Pdl Giuliano Cazzola ha chiesto al Governo di poter cumulare periodi assicurativi non coincidenti presso differenti gestioni previdenziali e farle confluire in un unico trattamento pensionistico.

La riforma delle pensioni è un impegno necessario a garantire la costruzione di un sistema pensionistico solido in un mercato del lavoro «nel quale si cambia professione e, quindi, ente previdenziale o categoria più volte nella vita lavorativa».

Cambiamenti che avvengono più frequentemente dei tre anni previsti dalla norma. Ad oggi infatti solo versando contributi per almeno tre anni presso una singola gestione o fondo è possibile godere di un’unica pensione senza oneri aggiuntivi (migliaia di euro).

Ma il trend attuale che porta i lavoratori a passare spesso «dal lavoro dipendente al lavoro autonomo e a progetto e viceversa, potrebbe portare ad accumulare contributi versati in diverse gestioni previdenziali con difficoltà nel raggiungimento dei requisiti che permettano di andare in pensione ed avere perlomeno parte di quello che si è versato».

Il completamento dell’istituto della totalizzazione è quindi assolutamente necessario perché, spiega Cazzola, altrimenti «ci si trova in presenza di lavoratrici e lavoratori che non possono avvalersi di tale procedimento e che sono costretti a pagare la ricongiunzione con oneri divenuti significativi al fine di poter utilizzare i contributi che, comunque, hanno già versato».

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