Mi trovo nella fase conclusiva di un intervento di ristrutturazione straordinaria sulla prima casa, con costi complessivi superiori a 70.000 euro. Ho optato per la detrazione fiscale al 50% con il massimale di 96.000 euro.
Vorrei sapere a quali fornitori operanti in cantiere devo richiedere l’attestazione di congruità della manodopera: è un adempimento che riguarda esclusivamente l’impresa edile o coinvolge anche idraulico, elettricista, piastrellista e serramentista? Inoltre, vorrei sapere se tale attestazione sia obbligatoria per non perdere il beneficio fiscale e se vada richiesta prima del saldo dell’ultima fattura. Infine, chiedo se, una volta ricevuta, debba essere inoltrata a qualche ente o semplicemente conservata agli atti.
Per le ristrutturazioni edilizie con importo superiore a 70.000 euro, la regolarità della manodopera non è solo un obbligo normativo ma un pilastro per la sicurezza fiscale. Per chi fruisce del bonus ristrutturazioni 50%, l’ottenimento del DURC di congruità è una condizione essenziale per evitare la decadenza dai benefici in sede di accertamento.
Per chi deve richiedere il DURC di congruità sulla manodopera
La verifica della congruità della manodopera, introdotta dal Decreto Ministeriale 143/2021, scatta per tutti i cantieri privati di valore pari o superiore a 70.000 euro. Non tutti i fornitori presenti in cantiere sono però soggetti a questo specifico adempimento, che si focalizza sulla natura dell’attività svolta.
Le regole per identificare chi deve rilasciare l’attestazione sono le seguenti:
- imprese edili affidatarie che applicano il contratto collettivo dell’edilizia (ordinario o cooperativo) e sono iscritte in Cassa Edile/Edilcassa;
- lavorazioni accessorie svolte da impiantisti (idraulici, elettricisti) o serramantisti che, pur applicando solitamente contratti metalmeccanici, non rientrano direttamente nel calcolo della manodopera edile a meno di specifici accordi di subappalto per opere murarie;
- responsabilità dell’impresa affidataria che deve richiedere l’attestazione alla Cassa Edile competente per l’intero valore del cantiere, includendo anche le ore di lavoro dei subappaltatori edili.
Documenti da conservare per la detrazioni fiscale
La mancanza del certificato di congruità positivo rappresenta un’irregolarità che può compromettere il diritto alla detrazione fiscale. Il documento attesta infatti che il costo della manodopera utilizzata dall’impresa sia proporzionato all’entità dell’opera, secondo le tabelle ministeriali di riferimento per categoria di lavoro.
Per una corretta gestione documentale, il committente deve seguire questi passaggi:
- verifica prima del saldo finale richiedendo all’impresa l’attestazione di congruità positiva prima di procedere al pagamento dell’ultima fattura di chiusura lavori;
- clausola di garanzia inserendo, se possibile, nel contratto d’appalto il vincolo del pagamento del saldo all’esibizione del DURC di congruità;
- archiviazione del certificato (che non deve essere inviato preventivamente all’Agenzia delle Entrate) insieme alla documentazione tecnica e ai bonifici parlanti per dieci anni.
In sintesi, per il suo cantiere è fondamentale che l’impresario edile fornisca l’attestazione di congruità. Senza di essa, in caso di controllo documentale, l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la spettanza della detrazione del 50%, considerando il cantiere non in regola con le norme sulla tutela del lavoro.
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