TASI per inquilini in affitto: guida al calcolo e versamento

di Barbara Weisz

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Ecco come identificare la corretta aliquota TASI da applicare nei diversi casi di affitto, come calcolare l'imposta dovuta e come effettuare il versamento tramite bollettino postale o F24.

Una delle novità della TASI, rispetto all’IMU, è che una quota dell’imposta sull’immobile è a carico dell’inquilino / locatario, per la prima volta alle prese con l’adempimento fiscale e con non poche difficoltà. Come dividere la quota con il proprietario? Come pagare? In parte risponde il Dipartimento delle Finanze con le nuove FAQ, mentre restano punti oscuri su cui occorre compiere degli sforzi intepretativi, ad esempio sulle modalità di versamento (quali sarebbero i codici tributo per la quota inquilino?). Vediamo una breve guida per chi vive in affitto.

=> Calcolo IMU-TASI: online le FAQ del Ministero

Scadenze TASI per affitti

La prima cosa da fare è controllare se il Comune in cui è situato l’immobile è fra i 2.200 che hanno deliberato le aliquote IUC 2014 in tempo per l’acconto del 16 giugno: la delibera deve essere stata approvata entro il 23 maggio e pubblicata sul sito dell’amministrazione entro il 31 maggio. In questo caso i locatari di immobili che si trovano in uno di questi Comuni pagheranno a giugno. Se invece (come succede nella maggioranza dei Comuni) non c’è delibera, inquilini e proprietari non dovranno pagare l’acconto TASI a giugno ma in autunno (rinvio inserito come emendamento al Decreto IRPEF e previsto in apposito decreto legge).

=> TASI in ottobre o dicembre nei Comuni senza delibera

Attenzione: se la data del via libera del consiglio comunale è successiva al 23 maggio non sarà riconosciuta valida per l’acconto di giugno. Per semplicità, si consiglia di verificare sul sito del Comune (come leggere le delibere TASI) ma soprattutto di consultare l’elenco messo a punto dal Ministero, che comprende i comuni che hanno deliberato in tempo per l’acconto di giugno (clicca qui). Ricordiamo che, per quanto riguarda i capoluoghi di Regione, ci sono le aliquote a Napoli, Bologna, Udine, Genova, Ancona, Torino, Bari, Cagliari, Trento, Perugia, Aosta e Venezia. Non hanno invece deliberato né Milano né Roma, in cui gli inquilini non dovranno versare nulla per questo mese.

Calcolo TASI per inquilini

E veniamo al calcolo di quanto pagare. La quota è decisa dal Comune e deve essere compresa fra 10 e 30%. Se la delibera non specifica nulla, la quota a carico dell’inquilino è pari al 10%. La restante parte della TASI è a carico del proprietario. Le modalità di calcolo sono identiche per proprietari e affittuari, cambia solo la percentuale di imposta dovuta.

Attenzione: anche se per l’inquilino l’abitazione in oggetto è la prima casa, l’aliquota corretta da applicare è tuttavia quella stabilita dal Comune per gli immobili concessi in affitto. Bisogna inoltre verificare se nella delibera sono previste specifiche aliquote per particolari contratti di locazione (es.: aliquota diversa per contratti concordati o a canone libero). Nel caso di stanza in affitto presso la prima casa del proprietario, si applica l’aliquota TASI sulle prime case e poi si divide la quota dell’inquilino (1-300%) da quella del proprietario.

=> Guida al calcolo e stampa F24 online

Esempio pratico di calcolo in un Comune con aliquota TASI sugli appartamenti locati pari allo 0,25%: ipotizziamo un immobile il cui imponibile (che è lo stesso dell’IMU), sia pari a 60mila euro; la TASI totale sarà di 150 euro. Se il Comune non ha deliberato una quota specifica, l’inquilino paga il 10% di 150 euro (15 euro). Se c’è una quota diversa prevista dalla delibera, va applicata quella. L’imponibile TASI si calcola prendendo la rendita catastale rivalutata del 5% e applicando il coefficiente relativo alla tipologia dell’immobile (rilevabile dal contratto d’affitto). Per trovare la rendita catastale c’è il servizio gratuito online dell’Agenzia delle Entrate. Dove possibile, la cosa migliore è rivolgersi al proprietario.

IMU

Sugli immobili concessi in affito, l’IMU è interamnete a carico del proprietario. La precisazione è importante perché in molti Comuni l’aliquota TASI  sulle abitazioni diverse dalla prima casa è pari a zero, quindi si paga solo l’IMU. In questi casi, l’inquilino non deve pagare nulla.

Versamento TASI per affitti

Come fa chi vive in affitto ad effettuare il versamento? Il Ministero ha specificato che inquilino e proprietario sono autonomamente responsabili del tributo di propria competenza. Significa che effettuano il pagamento separatamente e senza responsabilità solidale l’un l’altro. Non è previsto, ad esempio, che possa pagare l’intera TASI il proprietario e poi inserire la quota nell’affitto. Dunque, l’inquilino deve necessariamente effettuare il versamento se dovuto e, visto che non ci sono indicazioni specifiche, bisogna supporre che gli strumenti e metodi di pagamento siano gli stessi dei proprietari: bollettino postale o modello F24.

Attenzione: non esistono codici tributo per l’appartamento in affitto, quindi bisogna segnare (nel modello F24) lo stesso codice che inserisce il proprietario (nella maggior parte dei casi, sarà quello relativo agli immobili diversi dalla prima casa, che è 3961).

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