Affitti brevi, tassa Airbnb al 21%

di Noemi Ricci

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Novità per contratti di locazione breve, anche attraverso Airbnb, agenzie immobiliari e portali web: adempimenti per gli intermediari e imposte per chi affitta.

Il fenomeno Airbnb aveva raggiunto dimensioni troppo ampie perché potesse sfuggire all’attenzione del Fisco. Con l’arrivo della cosiddetta manovrina, la manovra correttiva della Legge di Stabilità 2017, arrivano anche novità in tema di tassazione per gli affitti brevi derivanti da chi offre per un breve periodo una casa, un appartamento, o una stanza in locazione che verranno obbligati al versamento della cedolare secca.

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Nuovi controlli e procedure

Anche se per i contratti di locazione di durata inferiore ai 30 giorni non è obbligatoria la registrazione, le tasse sui canoni incassati vanno pagate, eventualmente optando per la cedolare secca, e per essere sicuri che tutti rispettino tale adempimento vengono introdotti controlli più severi e nuove procedure. Novità ovviamente non in vigore solo per Airbnb, ma per tutti gli intermediari nei contratti di affitto, sia che questa attività venga esercitata attraverso portali web sia che avvenga mediante agenzie immobiliari o di intermediazione.

Intermediari: nuovi adempimenti

In sostanza l’attuale versione della manovrina prevede che i gestori di tali portali e delle agenzie di intermediazione:

  • comunichino all’Agenzia delle Entrate i contratti di affitto breve conclusi grazie ai servizi offerti dagli stessi;
  • trattengano, in qualità di sostituti di imposta, dai canoni pagati la ritenuta del 21%;
  • rilascino a chi affitta la Certificazione Unica (CU) annualmente con gli importi percepiti e le ritenute effettuate.

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In realtà non si tratta di una nuova tassa, ma di una nuova procedura (che prevede maggiori adempimenti per gli intermediari) studiata per fare in modo che tale imposta sull’affitto venga effettivamente versata all’Erario, cosa che attualmente avviene molto di rado. Le sanzioni per l’intermediario inadempiente ammontano a 2.000 euro.

Cedolare secca

In parallelo viene confermata la possibilità di applicare ai contratti di locazione di breve durata la cedolare secca, l’imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali, imposte di bollo e registro che prevede un’aliquota al 10% in caso di canone concordato e un’aliquota al 21% per le locazione in regime di libero mercato, come quelle per l’affitto di appartamenti o case per le vacanze.

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La cedolare secca prevede alcuni specifici adempimenti da parte di chi affitta un immobile, che però probabilmente verranno posti dalla manovrina anch’essi a carico degli intermediari.