Gestione IVA per acquisti intracomunitari

di Alessandra Caparello

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Disciplina IVA per acquisti intracomunitari: nozione, regolamento e adempimenti da eseguire.

Nella disciplina IVA, gli acquisti intracomunitari di beni costituiscono una categoria a sé di operazioni soggette a imposta e consistono nell’acquisizione a titolo oneroso della proprietà o altro diritto reale di godimento su beni spediti o trasportati fisicamente nel territorio italiano da un altro Stato della Comunità Europea, a cura del cedente o acquirente entrambi soggetti passivi o di terzi per loro conto. Sono considerati tali anche alcune operazioni assimilate (articolo 38 del D.L. n. 331/93):

  • beni introdotti in Italia per subire una lavorazione;
  • beni introdotti in Italia temporaneamente e utilizzati per eseguire una prestazione di servizi;
  • acquisti diversi di mezzi di trasporto nuovi e beni soggetti ad accisa, non superiori a 10.000 euro, effettuati da enti non commerciali (non soggetti IVA), agricoltori in regime speciale, e da soggetti che effettuano esclusivamente operazioni esenti;
  • beni introdotti in Italia per essere ceduti. 

=> IVA, guida alla fatturazione per operazioni estere

Tempistica

Al fine dell’applicazione IVA, è necessario individuare il momento in cui viene a perfezionarsi l’operazione per poter individuare quando scatta l’applicazione del regimeLe cessioni e gli acquisti intra-UE si considerano effettuati all’atto dell’inizio del trasporto o spedizione al cessionario o a terzi per suo conto, rispettivamente dal territorio dello Stato o dal territorio dello Stato membro di provenienza (art. 39, co. 1, D.L. 331/1993). Il momento di effettuazione dell’acquisto varia a seconda della situazione. 

  • Trasporto con mezzi dell’acquirente: arrivo del bene nel luogo di destinazione.
  • Trasporto con mezzi del cedente o di terzi: consegna del bene in Italia;
  • Acquisto anteriore all’arrivo dei beni: ricevimento fattura o pagamento del corrispettivo se anteriore alla consegna. 

=> Vai allo Speciale Fatturazione

Adempimenti IVA

Per gli acquisti intracomunitari eseguiti in Italia, il debitore d’imposta è l’acquirente-soggetto passivo e l’IVA è dovuta nel paese di destinazione dei beni. Gli acquisti si considerano eseguiti nel territorio italiano se spediti o trasportati da un altro Stato UE. Il soggetto passivo IVA (cessionario) italiano, che riceve una fattura di acquisto intracomunitaria, è chiamato ad effettuare la numerazione della fattura ricevuta: con ordine progressivo nel registro vendite e in quello acquisti (o in apposito registro sezionale nel registro vendite: in tal caso la numerazione segue quella propria ed è obbligatoria l’adozione del registro riepilogativo).

=> Frodi IVA UE senza prescrizione

Deve inoltre procedere con l’integrazione della fattura ricevuta indicando il controvalore in Euro (se è in valuta diversa) e altri elementi che concorrono alla base imponibile: aliquota IVA (quella utilizzata in Italia per quel tipo di bene) e imposta dovuta, o eventuale titolo di esenzione / non imponibilità/ non soggezione a imposta, con norma di riferimento. Poi, serve l’annotazione della fattura integrata nel registro delle fatture emesse, entro il mese di ricevimento della fattura o non oltre 15 giorni dal ricevimento (anche nel registro acquisti, entro le stesse scadenze e comunque non prima dell’annotazione sul registro delle fatture emesse).

=> IVA UE: intra@web per invio Intrastat

Infine, si presenta lelenco Intrastat nell’apposita sezione INTRA2-bis. La compilazione è mensile per i soggetti che effettuano acquisti  superiori a euro 50.000 nel trimestre di riferimento e/o in uno dei 4 precedenti; per i restanti soggetti è trimestrale. Il termine di presentazione è fissato entro il giorno 25 del mese successivo al periodo (mese o trimestre) di riferimento (se di sabato o festivo è prorogato al primo giorno lavorativo successivo). In caso di errori o omissioni è possibile ricorrere al ravvedimento operoso.