La nuova Rottamazione quinquies cambia passo rispetto alla versione contenuta nel disegno di Legge di Bilancio 2025 e si presenta come una misura più sostenibile per chi ha cartelle esattoriali pendenti con il Fisco.
Nella riformulazione del suo emendamento alla Manovra, il Governo ha rivisto al ribasso il tasso di interesse applicato ai pagamenti rateali, fissandolo al 3%, con l’obiettivo di favorire l’adesione e rendere più gestibili i piani di rientro.
Rottamazione quinquies: le ultime limature
Il correttivo di Governo è una risposta di compromesso rispetto ad un emendamento simile presentato dalla Lega, che prevedeva un tasso ridotto al 2% rispetto all’ipotesi iniziale del 4% inserita nello schema di legge.
Quali cartelle possono essere rottamate
La Rottamazione quinquies riguarda i debiti affidati all’agente della riscossione in un arco temporale molto ampio, che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. In pratica, possono rientrare tutte le cartelle riferite a questo periodo. Restano fuori dal perimetro:
- i contribuenti che non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi;
- le posizioni emerse a seguito di accertamenti fiscali.
Debiti ammessi: imposte e contributi
La definizione agevolata si applica ai debiti derivanti dal mancato versamento di imposte dichiarate. Accanto ai tributi, possono essere inclusi anche i contributi previdenziali dovuti all’INPS, purché non derivino da accertamento.
L’impianto della norma punta quindi a distinguere tra irregolarità dichiarative e evasione accertata, concentrando il beneficio sui debiti già emersi.
Quanto si paga con la nuova rottamazione
Aderendo alla rottamazione quinquies, il contribuente è tenuto a versare il capitale, ossia l’importo dell’imposta o del contributo non versato, e le spese di notifica e le eventuali spese per le procedure esecutive.
Vengono invece azzerate sanzioni, interessi di mora, aggio e sanzioni civili sui contributi previdenziali, con una riduzione importante dell’importo complessivo dovuto.
Pagamenti fino a nove anni
Il debito potrà essere saldato in un’unica soluzione, con scadenza fissata al 31 luglio 2026 oppure tramite un piano rateale fino a 54 rate bimestrali, pari a 9 anni. Tutte le rate avranno lo stesso importo e saranno soggette a un tasso di interesse del 3%, inferiore a quello inizialmente previsto nelle prime versioni dell’emendamento.
Quando si decade dai benefici
La perdita dei vantaggi della rottamazione scatterà in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive oppure mancato pagamento dell’unica rata, se non si sceglie la rateizzazione. In caso di decadenza, il debito torna integralmente esigibile secondo le regole ordinarie.