Tratto dallo speciale:

Dal 1° giugno rimborso pedaggio autostradale per cantieri e code

di Anna Fabi

19 Maggio 2026 09:05

logo PMI+ logo PMI+
Dal 1° giugno 2026 scatta il rimborso del pedaggio autostradale per cantieri e blocchi del traffico. Regole, soglie, importi e come fare domanda.

Dal 1° giugno 2026 chi subisce un ritardo in autostrada per cantieri o blocchi del traffico ha diritto al rimborso del pedaggio, in proporzione al disagio subito. La novità — prevista dalla delibera dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti — arriva con un aspetto ancora da risolvere: l’app unica che i gestori autostradali avrebbero dovuto predisporre per raccogliere le domande non è ancora disponibile.

Quando scatta il rimborso per i cantieri autostradali

I rimborsi per cantieri entrano in vigore il 1° giugno 2026 sulle tratte gestite da un singolo concessionario; per i percorsi che attraversano tratte di più gestori la scadenza è il 1° dicembre 2026. Il diritto al rimborso dipende dalla lunghezza del percorso:

  • per i percorsi inferiori ai 30 km, il rimborso spetta a prescindere dal ritardo accumulato;
  • per i percorsi tra i 30 e i 50 km, il ritardo causato dal cantiere deve superare i 10 minuti;
  • per i percorsi superiori ai 50 km, il ritardo minimo è di 15 minuti.

Il rimborso non spetta nei seguenti casi: se sul percorso è già attiva una riduzione generalizzata del pedaggio; in presenza di cantieri emergenziali installati per incidenti, eventi meteo o idrogeologici straordinari e attività di soccorso; per importi inferiori a 10 centesimi, che vengono cumulati ed erogati al raggiungimento della soglia di 1 euro. Nella prima fase di applicazione sono esclusi anche i cantieri mobili.

Il diritto al rimborso non libera i gestori dagli obblighi informativi: le concessionarie devono comunicare preventivamente i lavori programmati e garantire agli utenti l’accesso alle informazioni sui disagi attesi.

Il rimborso in caso di blocco del traffico

Se la circolazione si blocca per eventi non prevedibili — incidenti, condizioni meteo avverse, emergenze — il rimborso è proporzionale alla durata dell’interruzione:

  • blocco tra i 60 e i 119 minuti, rimborso pari al 50% del pedaggio;
  • blocco tra i 120 e i 179 minuti, rimborso pari al 75%;
  • blocco superiore ai 180 minuti, rimborso integrale pari al 100%.

Le percentuali si calcolano sull’importo del pedaggio relativo alla tratta specificamente interessata dal blocco. I rimborsi vengono accreditati solo al superamento della soglia cumulativa di 1 euro.

Come fare domanda di rimborso

La delibera ART prevede un’app unica alla quale tutti i gestori autostradali devono aderire. Sul modello del cashback già attivo su Autostrade per l’Italia, il sistema punta ad automatizzare il riconoscimento del rimborso. Il Codacons segnala però che l’app non risulta ancora disponibile per il debutto di giugno. In attesa che venga attivata, ogni concessionario è obbligato a garantire canali alternativi:

  • un numero verde dedicato;
  • un portale web specifico per le richieste di rimborso;
  • sportelli fisici o punti di assistenza.

Una volta presentata la domanda, il concessionario ha 20 giorni per rispondere con l’accoglimento e l’importo da erogare oppure con il rigetto motivato. Gli abbonati e i pendolari che subiscono una riduzione sensibile della fruibilità della tratta abituale a causa dei cantieri hanno facoltà di recedere dal contratto senza penali, ottenendo la restituzione della quota non goduta.

Il rischio che i rimborsi si traducano in aumenti dei pedaggi

A regime, i gestori autostradali non potranno recuperare le spese dei rimborsi alzando i pedaggi. La delibera prevede tuttavia un periodo di transizione fino al 2030 in cui questo recupero è consentito in misura decrescente. Per i ritardi da cantieri, le concessionarie potranno recuperare:

  • il 100% dei rimborsi nel 2026 e nel 2027;
  • il 75% nel 2028;
  • il 50% nel 2029;
  • il 25% nel 2030.

Per i rimborsi legati al blocco del traffico, il recupero è più vincolato: i gestori possono imputarlo alle tariffe solo se dimostrano la forza maggiore, il rispetto degli obblighi informativi verso gli utenti e l’adozione di tutte le misure disponibili per ridurre i disagi. Come segnala il Codacons, nel periodo transitorio il rischio è che parte del costo dei rimborsi ricada sugli automobilisti attraverso le tariffe future.