Nel Consiglio dei Ministri del 20 novembre è stato approvato in via definitiva il Decreto Correttivo Irpef-Ires, un pacchetto di norme che interviene su fiscalità internazionale, tributi indiretti, diritti dei contribuenti, sanzioni, riscossione e giustizia tributaria.
Tra le novità più rilevanti per imprese e professionisti c’è la riformulazione dell’articolo 11 dello Statuto del contribuente in materia di interpelli complessi, tema su cui il legislatore era stato sollecitato dalle Commissioni parlamentari.
Interpelli complessi: contributo obbligatorio e inammissibilità
L’articolo 13, comma 3, del decreto stabilisce che la presentazione delle istanze di interpello relative a fattispecie particolarmente complesse sarà subordinata al versamento di un contributo, con importo e modalità definite da un regolamento del MEF. Il contributo, destinato a finanziare la formazione del personale delle Agenzie fiscali, diventerà un requisito essenziale: la mancata corresponsione comporterà l’inammissibilità dell’istanza.
La norma accoglie l’osservazione della Commissione Finanze del Senato, che chiedeva di limitare l’obbligo di pagamento «alle fattispecie più complesse» e di demandarne l’individuazione a un regolamento ministeriale, evitando oneri generalizzati per contribuenti e imprese.
Quali sono gli interpelli “complessi”
La relazione illustrativa chiarisce che l’obbligo di contributo riguarda gli interpelli riconducibili alla categoria degli interpelli probatori, individuati dall’articolo 11, comma 1, lettera b) dello Statuto del contribuente. Si tratta delle istanze finalizzate a ottenere un parere sulla sussistenza delle condizioni richieste dalla legge o sull’idoneità degli elementi probatori necessari per accedere a specifici regimi fiscali. Rientrano tra gli interpelli complessi:
- le istanze relative alle partecipazioni acquisite nel recupero di crediti bancari (art. 113 TUIR);
- le richieste delle società non operative che intendono dimostrare cause di disapplicazione (art. 30, legge 724/1994);
- le istanze per la spettanza dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica) ai sensi dell’art. 1, comma 8, DL 201/2011;
- tutte le richieste che comportano la verifica di requisiti, condizioni sostanziali o prove documentali per accedere a un regime fiscale agevolato.
La categoria degli interpelli probatori è ampia e comprende ogni istanza che richieda all’Agenzia delle Entrate