La nuova Legge di Bilancio introduce la rottamazione-quinquies per le cartelle esattoriali fino al 2023 che riguardano debiti tributati e previdenziali emersi dalle dichiarazioni fiscali, lasciando ai Comuni la possibilità di concedere anche una sanatoria sui tributi locali come IMU e TARI.
Un articolo della Manovra 2026, infatti, stabilisce che dal 1° gennaio prossimo saranno direttamente le Regioni, le Province, le Città metropolitane e i Comuni a poter introdurre in autonomia opzioni di rottamazione dei tributi locali, prevedendo l’esclusione o la riduzione degli interessi o delle sanzioni connesse al debito originario e concedendo un piano dei pagamenti dilazionato con rate da stabilirsi a livello locale.
Sarà a discrezione degli Enti locali, quindi, l’opportunità di concedere una sanatoria analoga a quella prevista a livello nazionale: i cittadini dovranno informarsi e verificare le disposizioni in vigore a livello comunale, almeno per quanto riguarda IMU e TARI.
Ciascun Ente locale, inoltre, avrà facoltà di stabilire forme di definizione agevolata anche se sono già in corso procedure di accertamento o controversie attribuite alla giurisdizione tributaria.
Sono sempre escluse dalla gestione delegata agli Enti locali, invece, le addizionali ai tributi erariali come l’addizionale IRPEF, l’IRAP e le compartecipazioni fiscali.