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Superbollo auto: chi lo paga nel 2026, quando si riduce e quando non è più dovuto

di Anna Fabi

Pubblicato 15 Novembre 2023
Aggiornato 7 Gennaio 2026 18:48

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Il superbollo continua a rappresentare una delle componenti più controverse della tassazione automobilistica italiana. Anche nel 2026 resta in vigore, ma con regole che variano in base all’età del veicolo, alla potenza e alla tipologia di utilizzo.

Il superbollo auto è un’addizionale erariale che si affianca al bollo auto ordinario e colpisce i veicoli con potenza superiore a 185 kW. Introdotto nel 2011 come misura straordinaria, il tributo non è mai stato abolito e continua a incidere in modo significativo sui costi di possesso delle auto più potenti.

Anche alla luce delle novità fiscali 2026, è utile chiarire chi è tenuto a pagarlo, quando si riduce e in quali casi non è più dovuto, distinguendo il superbollo dal bollo ordinario, che resta comunque applicabile secondo le regole generali.

Cos’è il superbollo e quando si applica

Il superbollo è un’imposta aggiuntiva che si applica alle autovetture con potenza superiore a 185 kW (pari a 251 CV). L’importo è pari a 20 euro per ogni kW eccedente la soglia.

Il tributo è dovuto dal proprietario del veicolo o, nei casi previsti, dall’utilizzatore risultante al PRA (leasing, usufrutto, patto di riservato dominio). Il superbollo va versato insieme al bollo auto e segue le stesse scadenze.

Per il calcolo dell’imposta ordinaria resta valido il riferimento generale alle regole sul bollo auto, consultabili nella guida completa al calcolo del bollo auto.

Riduzioni del superbollo in base all’età del veicolo

La normativa prevede una riduzione progressiva del superbollo in funzione dell’anzianità del veicolo, calcolata dalla data di prima immatricolazione:

  • dopo 5 anni: riduzione del 40% (si paga il 60%);
  • dopo 10 anni: riduzione del 70% (si paga il 30%);
  • dopo 15 anni: riduzione dell’85% (si paga il 15%);
  • dopo 20 anni: il superbollo non è più dovuto.

Superata la soglia dei vent’anni, resta dovuto esclusivamente il bollo auto ordinario, calcolato secondo i criteri regionali.

Chi non paga il superbollo

Il superbollo non si applica in alcuni casi specifici, indipendentemente dalla potenza del veicolo:

  • veicoli storici con almeno 20 anni di anzianità;
  • veicoli destinati a uso professionale in ambiti particolari (forze armate, soccorso, protezione civile);
  • alcune categorie di veicoli speciali o intestati a enti pubblici.

Le auto elettriche e ibride non sono automaticamente escluse dal superbollo: se superano la soglia di potenza prevista, l’addizionale resta dovuta fino al maturare delle riduzioni legate all’età del veicolo.

Superbollo e ipotesi di abolizione: cosa cambia nel 2026

Negli ultimi anni il superbollo è stato più volte al centro del dibattito politico, con ipotesi di abolizione o rimodulazione per favorire il ricambio del parco auto e sostenere il settore automotive.

Anche nella Legge di Bilancio 2026 non sono però state introdotte disposizioni operative in tal senso: il superbollo resta in vigore secondo l’impianto normativo attuale, senza modifiche alle soglie o agli importi.

Eventuali interventi futuri richiederanno una modifica legislativa esplicita. In assenza di nuove norme, continuano ad applicarsi le regole ordinarie.

Superbollo e bollo auto: due imposte distinte

È importante distinguere tra:

  • bollo auto, tributo regionale sul possesso del veicolo;
  • superbollo , addizionale statale legata esclusivamente alla potenza.

La riduzione o l’azzeramento del superbollo non incide sul bollo ordinario, che resta dovuto in ogni caso secondo le regole regionali. Per una visione completa di scadenze, importi e modalità di pagamento, resta centrale il riferimento alla guida aggiornata al bollo auto.