Detrazioni Ecobonus 110%: come richiederle

di Redazione PMI.it

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Guida pratica all'accesso alle detrazioni maggiorate al 110% per gli interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico.

Il Decreto Rilancio, entrato in vigore il 13 maggio 2020 ed emanato dal Governo per  dare un supporto all’Italia flagellata dal Coronavirus, ha introdotto anche delle novità per quanto riguarda le detrazioni fiscali spettanti per le ristrutturazioni edilizie finalizzate all’efficientamento energetico (Ecobonus) e al miglioramento del livello antisismico (Sismabonus) degli edifici, elevando l’aliquota al 110%.

L’agevolazione può essere fruita in dichiarazione dei redditi, come detrazione IRPEF suddivisa in cinque quote annuali di pari importo, ma può anche anche essere ceduta, in tutto o in parte. In alternativa è possibile chiedere lo sconto in fattura. Vediamo come richiedere le detrazioni Ecobonus 110%.

=> Ecobonus: massimali di spesa, interventi antisismici

Ecobonus 110%: domanda e accesso

Possono accedere all’Ecobonus 110%:

  • persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa, arti e professioni, per un massimo di 2 immobili e con esclusione degli immobili delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 ;
  • IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), per interventi fino al 30 giugno 2022;
  • cooperative di abitazione per interventi su propri immobili o assegnati in godimento ai soci;
  • Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale e associazioni/società sportive dilettantistiche per interventi sugli spogliatoi.

Per richiedere l’Ecobonus sono necessari i seguenti documenti:

  • scheda relativa agli interventi realizzati;
  • asseverazione di un tecnico abilitato o del direttore dei lavori che dimostri che l’intervento è conforme ai requisiti  richiesti e che attesti la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati;
  • Attestato di prestazione energetica ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato.

=> Ecobonus 110%: regole per l'asseverazione tecnica

Per ottenere il superbonus è necessario:

  • pagare tramite bonifico bancario o postale parlante come quelli predisposti dalle banche per i pagamenti di ristrutturazioni edilizie ed Ecobonus;
  • depositare in Comune, se previsto, la relazione tecnica dell’intervento;
  • trasmettere all’ENEA, telematicamente, sul sito dedicato, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, i dati per la compilazione della scheda descrittiva che si ricavano dall’APE e quelli per la compilazione della scheda informativa dell’intervento contenente le anagrafiche dell’immobile, dei beneficiari e i costi sostenuti.

=> Ecobonus: come funziona la comunicazione all'ENEA

Ecobonus 110%: spese agevolabili

Rientrano tra gli interventi agevolabili, da effettuare entro il 31 dicembre 2021:

  • il miglioramento dell’efficienza energetica di almeno due classi energetiche, o il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante A.P.E.;
  • quelli previsti dal Sisma Bonus, anche per sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici, se realizzati insieme (detrazione al 90% in caso di cessione del credito a un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza);
  • l’installazione di impianti fotovoltaici, connessi alla rete elettrica e sistemi di accumulo integrati, o collettori solari (abbinati a, un impianto ibrido o geotermico), o allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente nei comuni montani;
  • l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

Se eseguiti insieme agli interventi ritenuti “trainanti”, sono detraibili al 110% anche agli altri interventi di riqualificazione energetica di cui all’articolo 14 del dl 63/2013.

Vengono ritenuti interventi trainanti per l’accesso alla detrazione fiscale al 110%:

  • l’isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali o inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda;
  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, a pompa di calore, o di microgenerazione;
  • la riduzione del rischio sismico.

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