Rottamazione, rate e nuove scadenze: regole caso per caso

di Barbara Weisz

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I contribuenti che hanno aderito alla rottamazione bis possono passare alla nuova definizione agevolata se pagano le rate scadute entro il 7 dicembre: in caso contrario, l'adesione non è possibile.

Ci sono una serie di regole complesse per i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione bis e ora vogliono rientrare nella nuova definizione agevolata 2018-2019 prevista dal decreto fiscale collegato alla manovra di Bilancio (rottamazione ter). In estrema sintesi, la norma prevede un automatismo, che consente il passaggio dalla bis alla ter, solo nel caso in cui le prime tre rate vengano pagate entro il prossimo 7 dicembre. Se questo non avviene, non c’è diritto alla rottamazione ter. Spieghiamo bene.

=> Le misure fiscali del Ddl Bilancio 2019

La regola generale

Le regole per aderire alla nuova possibilità di sanare i debiti con il fisco sono contenute nell’articolo 3 del dl 119/2018. Prevede che si possano sanare le cartelle esattoriali affidate all’agente della riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, pagando per intero l’imposta ma senza sanzioni e interessi di mora. E’ possibile versare in dieci rate semestrali spalmate su cinque anni (entro il 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno).

Le nuove scadenze

La rottamazione bis (Dl 148/2017) prevedeva le stesse regole di base (sanatoria solo su sanzioni e interessi di mora) ma con una rateazione meno favorevole (tre o cinque rate, a seconda delle diverse situazioni). Ebbene, il legislatore ha previsto la possibilità di passare dall’una all’altra misura, ma con una serie di paletti.

Caso 1: Rottamazione bis con 5 rate

In pratica, bisogna pagare le prime tre rate con scadenza luglio, settembre e ottobre 2018 entro il prossimo 7 dicembre 2018.  A questo punto, senza nessun adempimento da parte del contribuente, scatta un meccanismo automatico per le ultime due rate (in sostanza, le rate con scadenza novembre 2018 e febbraio 2019) vengono sottoposte alle nuove regole della rottamazione ter. Quindi, è possibile suddividerle in dieci versamenti, spalmati su cinque anni, con le scadenze sopra riportate. Resta il diritto a sanare tutto in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2019.

I contribuenti che sono in ritardo con le prime tre rate 2018 e non le pagano entro il 7 dicembre non solo non ricadono nel meccanismo automatico sopra descritto ma non hanno il diritto di aderire alla rottamazione ter.

In parole semplici, non possono presentare una nuova domanda di rottamazione, facendosi scalare quando eventualmente già versato con i pagamenti relativi alla definizione agevolata 2017, ma saranno nuovamente sottoposti alle normali attività di riscossione.

Caso 2: Rottamazione bis con tre rate

Le regole appena esposte valgono anche per i contribuenti che avevano aderito alla rottamazione bis con un pagamento dilazionato su tre rate. In questo caso, entro il 7 dicembre basterà pagare la rata con scadenza originaria al 31 ottobre, mentre le altre due (novembre 2018 e febbraio 2019) possono rientrare nelle nuove regole della rottamazione ter.