Rendita catastale, come ridurla ai fini delle imposte

di Redazione PMI.it

scritto il

Ecco tutti in casi in cui è possibile ridurre la rendita catastale di un immobile, così da abbassare le imposte come TASI e IMU: casistica, requisiti e procedura.

In vista della prossima Riforma del Catasto (che nel 2021 prevede la mappatura degli immobili e dal 2026 la revisione delle rendite), è importante comprendere cosa è la rendita catastale e come funziona: si tratta del valore fiscale assegnato dall’Agenzia delle Entrate a un immobile in grado di produrre o generare reddito.; è pertanto il parametro utilizzato in diversi algoritmi per il calcolo delle imposte sugli immobili (comprese TASI e IMU). Per ridurne il valore, magari per renderlo più aderente a quelli che sono i prezzi del mercato immobiliare e quindi pagare meno tasse, esistono diverse strade.

Come ridurre la rendita catastale di un immobile

1. Stato

Se l’immobile di cui si intende ridurre la rendita catastale è una unità molto vecchia, in stato di degrado o priva di servizi igienici, è possibile presentare agli enti preposti una denuncia di variazione di rendita, mediante un intermediario o un professionista come un tecnico specializzato, che comporterà anche l’esenzione dalle imposte sugli immobili. Nel caso in cui il fabbricato sia di vecchia costruzione e solamente in parte degradato, è possibile procedere con il frazionamento e al distaccamento in due porzioni logorate, classificate diversamente e in un’altra categoria, così da abbassare la rendita catastale complessiva.

2. Utilizzo

Spesso, ad avere una rendita catastale eccessivamente elevata sono anche le unità immobiliari una volta adibite a negozi, successivamente chiusi o adibiti a magazzini, depositi o laboratori. Anche in questi casi è possibile richiedere una variazione catastale ed una riduzione della classe di merito, che avrà come effetto anche una riduzione della rendita.

3. Errori di censimento

Alcuni immobili residenziali hanno invece una rendita catastale troppo alta per errori di censimento: in questi casi è necessario presentare una specifica istanza di rettifica, che viene definita in autotutela, portandola all’ufficio provinciale dell’agenzia del Territorio appartenente alla propria zona residenziale o alla proprio territorio regionale. Una volta corretto l’errore, la rendita catastale risulterà ridotta.

=> Calcolo valore catastale, categoria e rendita immobili

Come conoscere la rendita catastale di un immobile

Per conoscere la rendita catastale di un immobile esiste un servizio gratuito fornito dall’Agenzia delle Entrate, da cui sono esclusi però gli immobili presenti nelle province autonome di Trento e Bolzano. Per accedere alle informazioni richieste, è sufficiente inserire gli identificativi catastali (Comune, sezione, foglio, particella) e la provincia di ubicazione dell’immobile.

Come si calcola il valore catastale di un immobile

Il valore catastale si calcola moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente assegnato dal Fisco a ciascuna categoria di unità immobiliari, in base alla sua destinazione d’uso. Tali moltiplicatori sono:

  • 110: prima casa;
  • 120: fabbricati delle categorie catastali A e C, ad esclusione degli A/10 e del C/1;
  • 140: fabbricati delle categorie B;
  • 60: fabbricati categorie A/10 (uffici e studi privati) e D;
  • 40,80: fabbricati delle categorie C/1 ed E.
  • 90: terreni non edificabili (agricoli).