Lavoro autonomo: si consolida il Coworking

di Alessandro Vinciarelli

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Il "Cowo" è una nuova forma di organizzazione del lavoro per professionisti e collaboratori in remoto: niente gerarchie e tanta produttività e soddisfazione, scommettendo su collaborazione e condivisione

Nata negli USA, si sta consolidando anche in Italia un nuovo sistema di gestione del lavoro, che punta alla collaborazione e alla condivisione ma che esclude le gerarchie: è il cosiddetto cowo, ossia l’organizzazione del lavoro in Coworking.

Il lavoro in condivisione – di spazi e strutture – è deale per professionisti autonomi e collaboratori in remoto, spesso vittima di un controproducente isolamento da PC al quale spesso molti professionisti sono abituati.

Coworking significa infatti “lavorare insieme”, esaltando i concetti di collaborazione e condivisione, tanto del tempo quanto delle informazioni. L’idea è quella di trovare il giusto equilibrio tra il lavoro autonomo e la possibilità di operare a contatto con altri professionisti.

Il fenomeno ha attraversato l’Oceano, trovando solidi appigli anche in Italia: secondo un censimento Coworkingproject.com, ci sono infatti 40 uffici di coworking, dei quali almeno tre localizzati nella Capitale.

Il sito di Roma Est è un esempio emblematico di questo tipo di organizzazione del lavoro, che tra l’altro nega qualsivoglia gerarchia professionale – causa di stress! – grazie ai suoi cinque moderni spazi di lavoro. In totale, sono circa 15 i professionisti tra i 26 e i 50 anni che si riuniscono ogni giorno per lavorare “in contatto” operando tutti nelle medesime aree di produzione: audio (Controfase), montaggio video (Petrolio Factory), registrazione (Coltempo), fotografia (Stone66), pubblicità (Burning Studio).