Crisi? Open Source sì, Outsourcing no

di Noemi Ricci

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Tempo di risparmi per le imprese di tutto il mondo: molte quelle che, secondo Compass, tendono a sopravvalutare i risparmi derivanti dall'Outsourcing, mentre continua a crescere, secondo Forrester Research, l'adozione di software aperti

La recessione spinge le imprese a tagliare i costi per gli investimenti Software: Forrester Research conferma la tendenza ad orientarsi verso soluzioni open source. Intanto, secondo l’ultima ricerca Compass Management Consulting, la maggior parte tende a sopravvalutare i risparmi da Outsourcing.

Le aziende sono oggi attratte dai rapidi risparmi e si affrettano ad affidarsi alla gestione esterna soprattutto per quanto attiene lo sviluppo software.

Il rischio, tuttavia, è dietro l’angolo. Almeno in termini di perdita di produttività (-60%): gli sviluppatori non riuscirebbero, secondo gli esperti, a comprendere appieno i requisiti di business.

Un effetto che neutralizzerebbe, secondo Compass, – che ha analizzato oltre 200 contratti di Outsourcing, per un valore totale di più di 3 mld di euro nel corso degli ultimi due anni – gli effetti positivi della riduzione dei costi del personale che possono essere inferiori al 40% grazie all’Offshore.

Il rallentamento della produttività non compenserebbe, quindi, tali benefici, portando a spendere addirittura il 20% in più rispetto alle attuali operazioni in-house.

A creare difficoltà è soprattutto la complessità dell’ambiente applicativo, che se non accuratamente studiato può portare – in fase di migrazione – ad un perdita di competenza funzionale e ad un conseguente effetto negativo sulla produttività.

In conclusione, Compass offre come consiglio alle imprese di mantenere le applicazioni strategiche in-house e di guardare all’Outsourcing solo per quelle non core, non critiche e a bassa complessità.

Sempre sulla spinta del risparmio, il 46% delle imprese ha implementato software open source, o ha pianifiato di farlo entro questo anno. Primi su tutti Francia e Germania con il 58% ed il 49% delle imprese rispettivamente; leggermente indietro il Regno Unito con il 40%.

A rivelarlo è l’ultimo report di Forrester Research “Open source software goes mainstream“, che conferma quanto già emerso dal precedente rapporto IDC.

La spinta a passare all’Open source per il 56% delle imprese arriva dalla possibilità di ottenere significativi risparmi sui costi.

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