Innovazione: come valutare le capacità imprenditoriali

di Paolo Di Somma

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Management e imprenditori sono la chiave di volta per il sucesso di un'azienda. Per valutarne le capacità e la spinta innovativa, si può partire da un questionario

In una Pmi, le capacità imprenditoriali si identificano, il più delle volte, con il profilo dell’imprenditore. Vediamo come valutare le propensioni all’innovazione con l’aiuto di un semplice questionario.


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Secondo Mario Raffa e Giuseppe Zollo «i rapporti di complementarietà tra l’imprenditore e le altre risorse fanno di questi il fulcro dell’impresa. Egli assicura l’efficace coordinamento, dopo aver tenuto un ruolo propulsivo in fase di start-up, è chiamato a diventare coordinatore delle professionalità interne ed esterne all’impresa».

Ovviamente lo spunto va considerato valido anche per aziende con un management strutturato. Per introdurre i criteri di analisi della propensione all’innovazione dobbiamo richiamare le funzioni che l’imprenditore svolge nel complesso organizzativo.

Per riassumere, possiamo dire che un imprenditore, nelle varie fasi di vita dell’impresa, deve far fronte fondamentalmente a quattro funzioni: organizzare, decidere, controllare e pianificare.

Decisioni e propensioni nascono, innanzitutto, dalla percezione di ciò che ci circonda. Le percezione, per molti versi soggettive, vengono elaborate e decifrate con un misto di ragionamento e intuito. A questo punto scatta la ponderazione, per poi arrivare a prendere le decisioni.

Ovviamente tutto il processo è influenzato dalle peculiarità caratteriali e comportamentali proprie della persona, nonché dall’insieme delle conoscenze, generiche e tecniche, che formano il suo bagaglio.

Dal momento che è impossibile quantificare e misurare direttamente il valore dimostrato senza uno studio diretto dell’impresa, procedeermo con una valutazione oggettivabile.

L’imprenditore deve possedere doti, di carattere professionale e personale, possiamo semplificare il tutto in tre categorie:

  1. competenze tecniche: specifiche del settore;
  2. competenze gestionali: fondate sulla conoscenza di strumenti di progettazione, programmazione e controllo;
  3. competenze relazionali: capacità di organizzazione, delega e comunicazione.

La caratterizzazione di queste competenze aiuta a tracciare una sorta di profilo della capacità innovativa. Questa strutturazione, inoltre, ci permette di focalizzare la nostra attenzione su alcuni campi di analisi: conoscenze, capacità e caratteristiche personali

Le conoscenze

Le conoscenze acquisite rappresentano il know-how creatosi in maniera formale o informale attraverso studi ed esperienza. Per la valutazione di questo indice abbiamo scelto di valutare in primis tre aspetti (i più rilevanti anche se non unici):

  • formazione di base, a partire dai titoli di studio sino alla conoscenza delle lingue;
  • esperienza di settore, in funzione degli anni e della diversificazione nelle attività svolte;
  • competenze tecniche, di natura non prettamente imprenditoriale acquisite via studio o lavoro sul campo;
  • attitudine all’uso di strumenti informatici.

La capacità

In relazione al concetto di “capacità” abbiamo individuato alcune macro-variabili.

Gestionale: misurata con l’orientamento verso l’uso di strumenti, tecniche di gestione dell’impresa.

Tra i più difficili da quantificare è la capacità di sviluppo poiché in questa sede abbiamo scelto di non considerare indici di natura economica. Per quantificarla, utilizzeremo l’uso di determinate metodologie, la conoscenza degli stakeholders, la consapevolezza dei punti di forza e debolezza, propri e dei concorrenti propensione e capacità di analisi.

Infine, per misurare le capacità relazionali, bisogna valutare la conoscenza delle opportunità offerte dal settore di attività o affini, e la propensione all’integrazione con soggetti esterni.

Caratteristiche personali

Un imprenditore, o chi abbia funzioni direttive e direzionali, deve possedere determinate caratteristiche personali (intuito, determinazione, capacità comunicative…). Ciò che è possibile valutare sono la propensione alla collaborazione e la capacità di mantenersi al passo con i tempi.

Le relative macro-variabili sono il rapporto con i collaboratori (le cui leve sono motivazione e coinvolgimento) e il dinamismo.

Metodologia

Prima di applicare alla propria azienda il processo di autovalutazione proposto nel questionario di esempio, è necessaria una puntualizzazione sulla metodica e sugli obiettivi prefissati. Nel questionario è disponibile una griglia (da stampare e compilare) con 2 colonne: oggetto della valutazione e voto da 1 a 5:

  • Voto 1: “non mi interessa…”
  • Voto 3: “ci ho pensato ma non ho voluto/potuto”.
  • Voto 5: piena applicazione di quanto esposto.

Sommando i valori dell’ultima colonna si ottiene un indice percentuale della propensione all’innovazione, misurata in relazione alle caratteristiche dell’imprenditore o del management.

La valutazione, ovviamente, risulta uno strumento indicativo ma comunque valido per aiutare l’azienda a fare delle valutazioni sulla propria identità!

Con valori inferiori a 90 sarebbe consigliabile rivedere l’approccio alle voci critiche, tenendo sempre presente che un’analisi precisa può richiedere mesi di lavoro e collaborazione.

Guida alla valutazione

Leggete le domande di ogni area, poi passate alla griglia in allegato e riportate i vostri (auto)giudizi alle voci della stessa area: le domande sotto riportate vogliono essere una sorta di esame di coscienza, un semplice spunto per porci in maniera critica verso il nostro modo di essere e agire.

Know How

1. Quale è il più alto titolo di studio del dirigente operativo più alto in grado o dell’imprenditore?
2. Ha acquisito altri titoli o attestati?
3. Conosce altre lingue oltre l’italiano?
4. Da quanti anni lavora nel settore?
5. Ritiene d’aver acquisito competenze nell’ambito della progettazione, nella gestione delle attività produttive…?
6. Ritiene d’aver acquisito competenze nel trattare con gli istituti di credito, in ambito commerciale…?
7. Ritiene d’aver acquisito competenze specifiche nella gestione dei collaboratori…?

Propensione IT

8. È solito utilizzare il computer? Come?
9. Ha mai pensato all’utilizzo delle potenzialità di business in Internet, la sua azienda ha visibilità sul Web…?
10. È solito utilizzare strumenti internet come mezzo di contatto con la committenza, i fornitori…?
11. È solito utilizzare internet per aggiornarsi, consultare bollettini, portali di settore…?

Conoscenze finanziarie

12. Cerca o conosce strumenti finanziari alternativi?
13. Sa le banche in base a cosa valutano le imprese?

Propensione alla gestione

14. È consapevole delle problematiche riguardanti il rapporto con fornitori e subappaltatori?
15. Conosce strumenti e metodi di industrializzazione?

Propensione all’analisi

16. Sa cosa sono e il campo di applicazione di strumenti quali l’analisi statistica, le ricerche di mercato…?
17. Si ritiene in grado di descrivere come si caratterizza, nel mercato, l’impresa rispetto alla concorrenza ?
18. Sono stati analizzati i fattori che nel prossimo anno influenzeranno le vostre scelte strategiche ?
19. Conosce i punti salienti della storia aziendale?

Propensione relazionale

20. Ha valutato la possibilità di valorizzare gli aspetti legati allo sviluppo nei contatti col mondo accademico o con altri attori della filiera?

Rapporti con i collaboratori

21. Cosa pensa dell’utilizzo di strumenti di motivazione per il personale?
22. Cosa pensa dell’utilità nel coinvolgere il personale nelle decisioni?

Dinamismo

23. A quanti corsi di formazione/aggiornamento ha partecipato negli ultimi tre anni?
24. Quanto si ritiene fiducioso nell’investire in attività di cambiamento tecnico/organizzativo?
25. Quanto influisce o ha influito la tradizione familiare sul comportamento innovativo della propria azienda?