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Buoni welfare: come funzionano e quali sono i vantaggi per imprese e dipendenti

di Redazione PMI.it

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Con i buoni welfare le aziende hanno l’opportunità di migliorare la qualità del lavoro e il benessere dei dipendenti: ecco perché convengono e come attivarli.

Favorire il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie è un obiettivo primario per le aziende di tutte le dimensioni, che possono contare su una risorsa strategica, conveniente ed efficace: i buoni welfare.

Nel vasto panorama del welfare aziendale, infatti, questi voucher svolgono un ruolo determinante per consentire alle imprese offrire beni e servizi in grado di soddisfare numerose necessità, sostenendo il reddito di coloro che svolgono un’attività lavorativa.

Oggi il welfare è sempre più centrale nella vita aziendale e familiare e rappresenta uno strumento di supporto concreto per contribuire a far ripartire l’economia, fortemente provata dall’emergenza sanitaria. Quest’ultima, infatti, ha inevitabilmente ridotto il potere di acquisto dei nuclei familiari, fatto emergere nuove abitudini di spesa e modificato le modalità di lavoro sempre meno legate alla presenza fisica in azienda.

Welfare aziendale: obiettivi e vantaggi

Il welfare aziendale racchiude una lunga serie di strumenti e iniziative volte a migliorare la qualità del lavoro, sostenere il benessere delle risorse umane e potenziare la produttività. Offrire soluzioni che favoriscano la salute e agevolino il work-life balance, inoltre, rappresenta la strategia più efficace per ottimizzare le performance professionali.

In assenza di valide politiche di welfare aziendale, infatti, le aziende vanno spesso incontro a un aumento del turnover e dell’assenteismo, nonché a un calo della produttività dietro il quale si cela proprio un basso livello di soddisfazione.

Allo stesso tempo, infine, attivare un piano di welfare ben strutturato aiuta non solo a trattenere in azienda le migliori risorse ma anche ad attrarre nuovi talenti.

Il legame tra welfare e lavoro agile

Il lavoro agile ha subito una forte accelerazione nell’ultimo biennio, complice la pandemia che ha in qualche modo spinto le aziende a concedere maggiore flessibilità, imponendo a dipendenti e collaboratori meno vincoli sia orari sia spaziali.

Se da un lato questa modalità di lavoro rappresenta uno strumento di welfare aziendale per favorire la conciliazione tra lavoro e vita privata, dall’altro lato si è reso necessario riconoscere anche agli smart workers tutti i benefit concessi dalle aziende.

Chi lavora fuori dalle mura dell’ufficio ha diritto alle medesime agevolazioni concesse ai colleghi in sede, volte a facilitare la conciliazione dei tempi. Il ruolo dei vari benefit aziendali, pertanto, diventa ancora più cruciale e per le imprese è determinante offrire servizi adeguati ai nuovi bisogni, esigenze che caratterizzano un mondo del lavoro in continua trasformazione.

Buoni welfare: cosa sono e come funzionano

Entrando più nel dettaglio dei buoni welfare, sono voucher di valore variabile che le aziende mettono a disposizione dei collaboratori, utilizzabili a integrazione della retribuzione per accedere a svariati beni e servizi, selezionati tra quelli previsti dal piano di welfare aziendale.

Attraverso i ticket welfare, inoltre, le aziende possono contare su strumenti flessibili e facilmente gestibili anche dal punto di vista amministrativo: introdotti dalla Legge di Bilancio 2016, consistono in buoni fruibili anche in modalità digitale per rispondere alla crescente diffusione del commercio elettronico ma anche per snellire le pratiche amministrative delle imprese, che richiedono modalità semplici e veloci per gratificare i dipendenti da remoto.

I servizi accessibili attraverso i voucher welfare sono molteplici e finalizzati a soddisfare bisogni che riguardano sia l’attività professionale, sia la vita privata e familiare. Ciascun dipendente può richiedere buoni da spendere in modalità differenti, tra cui:

  • viaggi;
  • trasporti;
  • corsi di formazione;
  • visite ai centri benessere;
  • servizi pensati per supportare la genitorialità;
  • assistenza per anziani;
  • istruzione e aggiornamento.

Soluzioni welfare a misura di PMI

La maggior parte delle PMI, tuttavia, non dispone di spazi e risorse adeguate ad attivare iniziative di welfare in sede, oppure a definire in autonomia convenzioni con singole realtà al fine di fornire direttamente una rosa di servizi ai dipendenti.

Sempre più imprese, quindi, scelgono di affidare la gestione dei buoni spesa per il welfare ai professionisti del settore, pronti a occuparsi dell’erogazione dei voucher in accordo con l’azienda stessa, rendendo l’intera procedura conveniente, agevole e veloce.

Attraverso i ticket welfare, inoltre, anche la più piccola azienda ha l’opportunità di generare vantaggi a lungo termine per fidelizzare dipendenti e collaboratori e incrementare la motivazione.

Come spendere i ticket welfare

In che modo il dipendente può beneficiare dei ticket welfare? Facendo riferimento al paniere di servizi proposti dall’azienda, ciascuna risorsa esprime le sue preferenze e sceglie quali iniziative desidera attivare presso una rete di strutture convenzionate.

Senza dover anticipare alcuna somma denaro, quindi, è possibile ricevere un tagliando dell’importo richiesto da spendere per il pagamento della prestazione. Ciascun buono ha valore nominale e può essere stampato, o visualizzato su un dispositivo elettronico, per poter usufruire del servizio previsto.

Vantaggi fiscali per aziende e dipendenti

Il ricorso ai buoni spesa welfare genera vantaggi fiscali sia per le imprese sia per i dipendenti, che possono disporre dell’intera somma prevista da voucher.

A regolamentare il welfare aziendale e stabilire i benefici fiscali è il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), precisamente con articolo 51 dove si specifica che alcune categorie di beni e servizi possono essere erogate senza che concorrano a formare il reddito dei dipendenti.

Viene anche stabilito che queste tipologie di spese sono deducibili da parte dei datori di lavoro ai fini IRES e IRAP. La soglia per ottenere le esenzioni fiscali è pari a 258,23 euro per ciascun collaboratore.