In vista un nuovo taglio dei tassi di interesse da parte della BCE nella riunione del consiglio direttivo in programma giovedì 6 marzo, mentre altre due sforbiciate sono attese entro dicembre.
Il mercato dei mutui sta già incamerando il primo di questi nuovi ribassi del costo del denaro, proseguendo nel trend dell’ultimo anno, che ha visto progressivamente scendere anche i tassi sui finanziamenti ipotecari per comprare casa.
Tassi BCE: -0,75 punti entro fine anno
Il tasso sui depositi oggi al 2,75% dovrebbe scendere il 6 marzo al 2,5% ed entro fine anno all’1,5%, con altri due tagli di un quarto di punto distribuiti nel corso del 2025. Quindi, a marzo dovrebbe concludersi la fase di riduzioni consecutive e iniziare un periodo di maggior selettività sulle tempistiche dei prossimi passi di politica monetaria.
Mutui, tasso fisso e variabile a confronto
L’impatto sui consumatori del taglio al costo del denaro deciso dalla BCE è quello sui prestiti, soprattutto sui mutui. Il calo dei tassi per chi ha già un mutuo in essere incide direttamente sui mutui a tasso variabile. In calo anche il tasso fisso, che interessa chi deve comprare casa o chi sta valutando l’ipotesi di una surroga, e che al momento, resta ancora più conveniente rispetto al variabile.
Entro fine anno, con l’ulteriore discesa del costo del denaro, si prevede che torni più conveniente il tasso variabile.
Costi in calo e domande in ripresa
Per quanto riguarda gli attuali valori, Codacons Toscana propone il confronto su un mutuo di 140mila euro con durata 20 anni: la rata mensile media è di 738 euro per il tasso fisso e di 806 per il variabile. La differenza è che il tasso variabile oscilla in base all’andamento del mercato mentre il fisso prevede rate costanti nel tempo.
Secondo l’Osservatorio di Mutuionline, sempre su un prestito a 20 o 30 anni, il miglior tasso fisso attualmente è pari al 2,45%, il variabile al 3,26%, con il calo dell’ultimo anno che ha fatto salire progressivamente le richieste di mutui. La Fabi (sindacato dei bancari) calcola un incremento dell’1,3% negli ultimi sette mesi del 2024, pari a 5 miliardi di euro.
