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Criptovalute a una svolta: la situazione oggi, il mercato, le nuove regole

di Redazione PMI.it

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Mercato delle Criptovalute oggi: sperimentazione valute digitali, quotazioni, investimenti e rendite, uso delle monete virtuali, nuove regole e rischi.

Il mercato delle criptovalute desta particolare interesse tra investitori, attratti dalle grandi opportunità che le monete virtuali sembrano offrire ma dubbiosi per via della scarsa regolamentazione e delle continue fluttuazioni di mercato, che si traduce in una forte volatilità delle loro quotazioni.

Ancor più oggi, con la Russia che guarda alle monete virtuali per aggirare le sanzioni imposte in risposta all’invasione dell’Ucraina, gli USA che pianificano il dollaro digitale per fare ordine e chiarezza, la UE che ha votato la sua prima regolamentazione in materia (il MiCA), i risparmiatori che valutano questo asset per difendersi dall’inflazione, le autorità di vigilanza europee (EBA, ESMA ed EIOPA) che hanno appena lanciato un nuovo avvertimento rivolto agli investitori sui rischi di pubblicità ingannevole e di speculazioni legate a molte criptovalute.

Cerchiamo dunque di capire quale è la situazione oggi delle criptovalute, a che punto è il mercato e se davvero si tratta di una bolla pronta a scoppiare.

Il mercato delle criptovalute

Secondo i dati CoinMarketCap aggiornati al 28 agosto 2021, oggi esistono 11.454 criptovalute, la capitalizzazione di mercato complessiva è pari a €1,78 T, il volume complessivo giornaliero è pari a €86,38 B. Tra fine 2019 e metà 2021 l’utilizzo di monete digitali è aumentato di 25 volte (+2500%) secondo l’indice composito elaborato dalla società ChainAnalysis. Una forte spinta è arrivata a gennaio 2021, con una crescita per i primi 6 mesi dell’anno superiore di 1,5 volte il ritmo – già elevato – registrato nel 2020.

Come funzionano le criptovalute?

È una delle domande più frequenti quando si parla di monete virtuali.

Come funzionano le criptovalute?

Quelli delle cripto monete sono mercati decentralizzati, le monete non sono emesse e protette da un ente centrale come un Governo o una banca centrale, ma sono gestite da una rete di computer privati e server secondo una logica di tipo peer-to- peer. La sicurezza degli utenti e delle transazioni è assicurata da appositi sistemi di crittografia della tecnologia blockchain.

Cosa determina l’andamento delle criptovalute?

In generale, il prezzo delle criptovalute segue le logiche tipiche dei mercati finanziari ed è influenzato da diversi fattori, primi fra tutti l’offerta e la domanda del mercato. L’andamento del mercato è talmente variabile da somigliare più a quello di beni come l’oro e l’argento (anche se quello delle criptovalute è sicuramente più volatile). Sono in molti a ritenere che le criptomonete come i Bitcoin sono e resteranno asset speculativi, da utilizzare come come deposito di valore – in quest’ottica si può valutare di investire in criptovalute per proteggersi dall’inflazione – e non come mezzo di pagamento.

Un altro meccanismo che influenza il valore delle criptovalute è legata al ciclo di halving, ovvero al meccanismo mediante il quale si riduce il numero di monete virtuali che possono essere estratte con il cosiddetto processo di mining. Con riferimento ai Bitcoin, ad esempio, ogni quattro anni viene dimezzata la capacità di estrazione della moneta da parte dei minatori. In occasione degli halving si osserva tipicamente un rialzo del valore dei Bitcoin perché, in vista del dimezzamento, gli investitori iniziano ad accumulare moneta, facendone salire il prezzo.

Quali sono le criptovalute emergenti?

Tutti abbiamo sentito parlare di monete virtuali come Bitcoin (la più famosa moneta virtuale), Ethereum, Ripple XRP, Litecoin, NEO e IOTA, ma ci sono anche progetti emergenti: Solana (SOL) Cardano (ADA), Polkadot (DOT), Terra (LUNA), ChainLink (LINK), Binance Coin (BNB), Polygon (MATIC), Algorand (ALGO), Avalanche (AVAX) e Curve (CRV).

A livello di capitalizzazione le prime 10 posizioni sono occupate da:

  1. Bitcoin
  2. Ethereum
  3. Cardano
  4. Binance Coin
  5. Tether
  6. Ripple
  7. Dogecoin
  8. USD Coin
  9. Polkadot
  10. Solana

In quale criptovaluta investire nel 2022?

Tra i migliori crypto-asset di inizio 2022, ovvero quelli che da inizio anno stanno avendo le prestazioni migliori ci sono Bitcoin, Ethereum, Polygon, Sushi, Cardano e Chainlink. Va tuttavia sempre ricordato che quello in criptovalute è un investimento ad alto rischio, perché caratterizzato da notevoli fluttuazioni che possono portare a guadagni importanti ma anche perdite significative.

=> Bitcoin: identikit di chi investe in criptovalute

Regolamentazione del mercato

Una delle problematiche legate al mercato delle criptovalute riguarda i rischi dovuti all’assenza di un quadro regolamentare unitario in ambito UE. Attualmente, infatti, le monete virtuali non hanno  un corso legale e pertanto non sono regolate da enti centrali governativi, ma vengono controllate dall’ente emittente, secondo proprie regole. Quindi per ora nel mercato delle valute digitali non ci sono regole e non ci sono vincoli di trasparenza per i prodotti e servizi di investimento ad essi connessi, così come non c’è una specifica supervisione e controllo da parte delle Autorità di vigilanza.

Su questo fronte va segnalato che la Commissione Europea ha iniziato a muoversi, con l’approvazione di una proposta di regolamentazione (MiCA) che disciplina l’emissione, l’offerta al pubblico ed i servizi, anche con strumenti di contrasto agli abusi di mercato a tutela di consumatori e risparmiatori. Intanto in Italia entro il 18 maggio sarà operativo il Registro operatori in criptovalute  tenuto dall’OAM (Organismo Agenti e Mediatori), un database che conterrà le informazioni sui prestatori di servizi relativi all’uso di valute virtuali e ai servizi di portafogli digitali che operano in Italia.

=> Criptovalute: obbligo iscrizione al Registro OAM

Pagamenti con criptovalute

È possibile pagare con le criptovalute? 

Come abbiamo visto, le monete virtuali non hanno corso legale quasi in nessuna parte del mondo, questo comporta che l’accettazione come mezzo di pagamento di Bitcoin o altre monete virtuali avviene su base volontaria.

La moneta virtuale che più spesso viene accettata dalle aziende come forma di pagamento è Bitcoin, essendo quella più nota e “consolidata”. Qualche esempio? Microsoft accetta Bitcoin per il pagamento di servizi come Skype o Xbox Live. PayPal introdotto la possibilità di acquistare, vendere e custodire Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cash e Litecoin. Anche Lush, nota azienda di cosmetici, e Starbucks, catena di caffè statunitense molto presente all’estero, accettano pagamenti in Bitcoin.

Da segnalare poi che anche in Italia inizia a muoversi qualcosa in questo senso: in questi giorni il noto brand “Polpetta” presente nella Capitale ha annunciato che nei tre ristoranti romani e in quello di Fiumicino si potrà pagare direttamente tramite valuta digitale Bitcoin o Ethereum. È il primo ristorante nel nostro Paese ad accettare crypto pagamenti.

=> Pagare il taxi in Bitcoin

Ma questa possibilità non è ancora ampiamente diffusa, tanto che neanche grandi e-commerce come Amazon ed eBay consentono ancora di pagare in criptomoneta. Pagare in moneta virtuale è tuttavia comunque possibile sfruttando i wallet evoluti per convertire in tempo reale Bitcoin in moneta corrente, come l’Euro, da utilizzare ovunque vengano accettate carte di credito prepagate MasterCard.

La svolta 2022

L’ordine esecutivo firmato dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, per avviare la regolamentazione unificata delle criptovalute sembra rappresentare la svolta decisiva verso un nuovo capitolo per le criptovalute. La Casa Bianca ha chiesto alle agenzie federali regole unificate in materia di asset digitali, a tutela di investitori e consumatori, nonché della stabilità finanziaria nazionale e globale. In vista del dollaro digitale, ricordiamo che anche la UE ha avviato le sue analisi per arrivare all’euro digitale.

=> Fintech: sperimentazione ABI sull'Euro digitale

La stessa ABI in Italia si sta muovendo in questo senso, a riprova delle grandi potenzialità delle criptovalute ma anche della necessità di una regolamentazione che ne contenga i rischi eccessivi, pur a scapito di rendimenti dai picchi tanto elevati.