Imprenditori di successo, come riconoscerli: la parola al Founder Institute

di Redazione PMI.it

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Il Founder Institute approda in Italia e forma i futuri imprenditori di successo: focus sulle persone "giuste" e le best practice che fanno la differenza.

Come si definisce un imprenditore di successo? Volendo generalizzare, potremmo parlare di una persona che è in grado di innovare e di commercializzare con successo idee radicalmente nuove. Ma cosa determina questa capacità? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si tratta né di avere un QI (quoziente intellettivo) particolarmente alto, né di esercitare un carattere forte o competitivo.

Sembrerebbe che, a fare la differenza, siano invece fattori come passione per l’innovazione (intesa anche come capacità di captare segnali prima e meglio degli altri), apertura, intelligenza fluida e persino l’età.

  1. L’apertura misura il desiderio individuale di vivere nuove esperienze ed è spesso associata all’apprezzamento estetico e alla passione per l’arte e la letteratura.
  2. L’intelligenza fluida, invece, misura la capacità di apprendere rapidamente nuove regole, conservarle nella memoria a breve termine e applicarle istantaneamente. In altre parole, si riferisce all’abilità di pensare velocemente, acquisire e gestire grandi quantità di nuove informazioni e reagire in modo appropriato.
  3. L’ultima caratteristica correlata al successo come imprenditore è l’età: un mito da sfatare è che fare startup sia un’attività per giovani. I founder di molte startup di successo hanno un’età superiore ai 35 anni e, anzi, in Silicon Valley è diffusa l’idea che, prima di lanciarsi in un nuovo progetto di business, sia sempre meglio fare quanta più esperienza possibile e accumulare competenze diversificate.

A svelare le caratteristiche genetiche del DNA di un imprenditore di successo è il Founder Institute, la più grande organizzazione a livello mondiale che lavora sull’accelerazione di startup in fase pre-seed, e che da qualche mese ha rilanciato il proprio programma anche in Italia.

Per accedere al programma – fortemente selettivo e basato su tutte le best practice di successo applicate in Silicon Valley – è necessario sostenere il così detto Online Entrepreneur DNA Assessment: un test attitudinale e di personalità che rileva e misura proprio le caratteristiche presentate sopra, considerate determinati per chiunque voglia avviare un’attività imprenditoriale di successo.

Founder Institute: cosa offre

Fondato nel 2009 da Adeo Ressi e Jonathan Greechan a Palo Alto (California) il Founder Institute capitalizza in un programma denso e sfidante le principali best practice degli imprenditori della leggendaria Silicon Valley, con l’obiettivo di trasmettere ai propri allievi un set di skill a cui poter attingere per avviare circa 1.000 nuove aziende all’anno.

Oltre a poter contare su un programma costantemente aggiornato e su un network internazionale di mentor con competenze trasversali sul mondo dell’imprenditoria, il Founder Institute ha un importante punto di forza che lo differenzia da altri programmi a supporto delle startup: il focus del percorso non è sulle idee, ma sulle persone.

“La mia personale vision sulla partecipazione al Founder Institute”, dice Francesco Fullone, co-direttore del capitolo italiano, “è quella di aiutare la creazione di una nuova generazione di imprenditori, […] persone capaci di fare gli imprenditori, di imprendere a tutti i livelli, cosa che non tutti sanno fare. Un po’ anche perché nella nostra cultura manca l’insegnamento di base di cosa significa fare impresa.”

Una volta selezionati in base a quelle caratteristiche che li rendono idonei all’imprenditorialità, gli aspirantifounder” iniziano un percorso formativo il cui fil rouge è un po’ il mantra dello stesso Founder Institute: imparare a non innamorarsi delle proprie idee, ma a lavorarci continuamente per testarle e invalidarle, ragionando in maniera lucida e oggettiva e non lasciandosi mai sopraffare dalla paura di fallire.

Grazie a questo approccio, ad oggi l’organizzazione ha supportato oltre 6.000 startup in tutto il mondo, aiutandole a raccogliere più di 1.75 miliardi di dollari di investimenti, per un valore complessivo attuale stimato intorno ai 30 miliardi.

In ottobre avrà inizio il nuovo semestre del capitolo italiano del Founder Institute e sono già aperte le candidature. Per permettere a curiosi e interessati di conoscere la realtà dell’organizzazione e i contenuti del suo programma, il Founder Institute ha messo in piedi un palinsesto di eventi che approfondiscono i temi dell’imprenditorialità in Italia da diversi punti di vista. Per tutte le informazioni di dettaglio: https://fi.co/