Imprese giovanili: ecco quelle che funzionano

di Barbara Weisz

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Puntano su Internet, si occupano di commercio, edilizia, ristorazione, spesso aperte da immigrati: le imprese giovanili sono il 31% delle nuove attività nel primo trimestre 2015.

Fra le nuove imprese del primo trimestre del 2015, una su tre è stata aperta da giovani sotto i 35 anni, che spesso puntano su Internet, e che in percentuale rilevante sono immigrati: è la fotografia delle imprese giovanili scattata da Unioncamere, che evidenzia come i settori più frequentati dagli imprenditori under 35 siano commercio, edilizia, ristorazione.

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Questi neo impreditori «spesso sono giovani che hanno deciso di puntare su un’idea innovativa e sulle proprie competenze per realizzarla, anche sfruttando le nuove tecnologie della rete», spiega Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere, secondo il quale per sostenere i giovani che puntano sull’impresa bisogna «dare loro un paese più moderno e quindi più digitalizzato, anche per attrarre intelligenze e investimenti dall’estero, più meritocratico e capace di valorizzare i talenti delle persone», magari partendo da una riforma della pubblica amministrazione che diventi realmente “amica” delle imprese.

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Vediamo con precisione i dati sulle imprese giovanili: su 115mila imprese aperte fra gennaio e marzo 2015, più di 35mila (il 31%), hanno uno o più soci sotto i 35 anni. Importante l’apporto delle Regioni del Sud Italia, con il 36% delle nuove imprese giovanili. Fra le 35mila nuove imprese under 35, quasi due su tre puntano subito su Internet, e il 45% è pronto all’e-commerce, quindi a vendere online. I settori su cui puntano maggiormente i neo imprenditori sotto i 35 anni: commercio (20% neo imprese), costruzioni (9,5%), ristorazione (5,1%). La forma societaria più frequente è l’impresa individuale (76% dei casi), ma c’è anche un 17% di giovani che apre una società di capitali.

Un contributo rilevante arriva dagli immigrati, con oltre 7mila 700 nuove imprese sul totale delle 35mila iniziative imprenditoriali dei giovani, quindi quasi una su cinque. Anche fra i neoimprenditori stranieri, i settori trainanti sono il commercio e l’edilizia.

In termini assoluti, la regione con il maggior numero di nuove imprese giovanili è la Lombardia, con oltre 5mila aperture, ma in termini percentuali sul totale delle nuove imprese le più attive sono invece Sicilia e Calabria, rispettivamente con il 38,9 e il 38,5%, entrambe sopra il 38%, contro il 28,7% della Lombardia. La provincia italiana dove si concentra il maggior numero di nuove imprese giovanili è Crotone, seguita da Vibo Valentia, entrambe sopra il 15%. Seguono Caserta, Reggio Calabria, Enna, Palermo, Catanzaro, Catania, Napoli, Agrigento.

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