Costruzioni: detrazioni salvano le imprese edili

di Francesca Vinciarelli

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Bonus ristrutturazioni ed efficienza energetica come salvagente del settore edilizio: l'analisi del Cresme su cosa accadrebbe alle imprese edili in assenza di detrazioni fiscali.

Le detrazioni fiscali nel settore dell’edilizia sembrano aver dato i loro frutti e a beneficiarne sono, oltre ai contribuenti, le imprese delle costruzioni. A tirare le somme sugli sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e la riqualificazione energetica è il Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio): senza bonus ci sarebbero stati 16 miliardi e 159mila posti in meno nell’edilizia nel 2014. Si tratta di calcoli ipotetici effettuati sui dati presenti nella banca dati dell’Agenzia delle Entrate, secondo i quali nel biennio 2013-2014 sono stati 28,4 miliardi di euro l’anno gli investimenti generati dai bonus fiscali per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico.

Sulla base di questi dati, il Cresme ha calcolato a quanto ammonterebbe la perdita di investimenti e di posti di lavoro se le detrazioni fiscali in questo campo venissero annullate o rimodulate. In sostanza si è trattato di incrociare i dati sugli investimenti generati dai due bonus con un sondaggio volto a capire quanti contribuenti non investirebbero più in questo tipo di interventi, non potendo più beneficiare della stessa detrazione IRPEF:

  • tra coloro che hanno beneficiato di detrazioni fiscali nel 2011, il 55% avrebbe comunque investito;
  • nel 2012 il 52%;
  • nel 2013 il 50%;
  • nel 2014 il 44%.

Dunque, su 28,4 miliardi di euro gli investimenti persi tra il 2013 ed il 2014 sarebbero stati di 15,9 miliardi di euro, per un totale di 158.591 posti di lavoro. Prendendo in considerazione l’intero quadriennio 2011-2014 durante il quale si è assistito ad un intensificarsi della crisi dell’edilizia, gli investimenti persi sarebbero cresciuti a 47,1 miliardi mentre l’occupazione sarebbe diminuita di 468.769 posti.

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Il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, fa notare che

«I bonus edilizi hanno impedito una totale destrutturazione del settore edilizio, contribuendo a spostare in modo massiccio investimenti dalle nuove costruzioni al mercato del recupero edilizio e di quello emergente dell’efficientamento energetico. Gli sgravi IRPEF sono stati praticamente il salvagente del settore edilizio – che pure ha pagato il prezzo del 96% della perdita di posti di lavoro nella crisi dell’economia 2011-2014 – ma al tempo stesso hanno indicato una rotta per il futuro: efficienza energetica e mercato del recupero, con investimenti tecnologici crescenti, sono business del futuro in sintonia con le tendenze del mercato, mentre un pezzo prevalente della vecchia edilizia muore».

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Secondo i dati elaborati dal Cresme, nei primi due mesi del 2015 gli investimenti sono stati:

  • 2.379 milioni a gennaio (-56,7% rispetto all’anno prima);
  • 1.235 a febbraio (-19%);
  • 1.769 a marzo (-18,4%).

Quello che viene da chiedersi è cosa accadrà nel 2016, quanto la percentuale di detrazione IRPEF scenderà dal 50% delle ristrutturazioni edilizie e dal 65% del risparmio energetico al 36%?

 

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