FMI: crescita al ribasso in Italia, niente pareggio di bilancio nel 2013

di Redazione PMI.it

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ll FMI ha rivisto al ribasso le stime di crescita 2011: +0,6% l'andamento del PIL, per l'Italia è d'obbligo "andare avanti con azioni di risanamento".

Mentre l’Italia si prepara forse a lanciare un piano decennale per la crescita arriva la bastonata del Fondo Monetario Internazionale: le previsioni FMI sull’andamento del PIL sono state riviste al ribasso: da +1% ipotizzato a giugno a +0,6% per il 2011 e da +1,3% a +0,3% per il 2012. Di questo passo, non si raggiungerà il tanto agognato

Mentre l’Italia si prepara forse a lanciare un piano decennale per la crescita arriva la bastonata del Fondo Monetario Internazionale: le previsioni FMI sull’andamento del PIL sono state riviste al ribasso: da +1% ipotizzato a giugno a +0,6% per il 2011 e da +1,3% a +0,3% per il 2012. Di questo passo, non si raggiungerà il tanto agognato pareggio di bilancio nel 2013.

nel 2013.

Sono i dati del Fiscal Monitor FMI, il rapporto semestrale sulle finanze pubbliche delle maggiori economie avanzate ed emergenti.

Per gli esperti del Fondo Monetario, in Italia è fondamentale «andare avanti con le azioni di risanamento», perché si possono ancora «compiere dei passi per ristabilire gradualmente la fiducia prima che le dinamiche del debito diventino eccessivamente avverse».

Il deficit italiano resterà fermo all’1% del PIL, per colpa di questo andamento di crescita al rilento. Per il FMI, comunque, a partire dal 2013, il debito pubblico italiano inizierà a scendere dopo essersi stabilizzato nel 2012.

Per invertire le dinamiche del debito e riguadagnare la fiducia è necessaria una combinazione di misure per l’aggiustamento fiscale a favore della crescita e per la gestione delle crisi in tutta la zona euro. All’interno del G7 l’Italia figura in fondo alle graduatorie di crescita ma, secondo le attese, nel 2013 l’Italia dovrebbe essere al secondo posto tra i Paesi con il deficit più basso.

In ambito europeo anche il resto delle economie risulta in difficoltà, con la Germania che vedrà crescere il proprio PIL del +2,7% (e non del +3% previsto in precedenza) e del +1,3% nel 2012 (-0,7% sulle previsioni di giugno); la Francia crescerà del +1,7% nel 2011 (-0,4%) e del +1,4% nel 2012 (-0,5%); la Spagna del +0,8% quest’anno e del +1,1% (-0,5%) il prossimo.

Volgendo lo sguardo oltre Oceano, la situazione non appare molto differente: l’economia degli Stati Uniti vivrà a sua volta una battuta d’arresto crescendo del +1,5% (-1%) quest’anno e del +1,8% (-0,9%) il prossimo.

In Europa è prioritario «rafforzare il sistema finanziario» e «rompere il circolo vizioso debito-banche» perché, afferma il Fmi «una crescita debole indebolisce le banche e il risanamento dei conti pubblici può ulteriormente indebolire la crescita. Banche deboli e con il potenziale bisogno di più capitale fanno temere per la stabilità di bilancio».

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