Smart City in ottica di genere

di Noemi Ricci

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Smart City: ecco perché mettere le donne al centro elle nuove città intelligenti serve a migliorare il binomio vita-lavoro, gli aspetti legati al tempo e alla sicurezza.

Negli ultimi tempi si parla molto di Smart City, anche in vista dei fondi UE in arrivo in Italia, e delle opportunità che questo tema apre alle aziende soprattutto del settore ICT, poco si parla invece di città intelligenti in ottica di genere.

Smart City Exhibition

Ad approfondire l’argomento è stata la Direttrice CSR e National Development Microsoft Italia, Roberta Cocco durante il convegno “Smart City Genere e Inclusione. L’intelligenza dei territori e le differenze” che si è svolto in occasione di Smart City Exhibition. L’evento dedicato allo sviluppo più equo e sostenibile delle città che ha aperto i battenti in questi giorni a Bologna, dove rimarrà fino al 18 ottobre, conferma anche quest’anno la stretta alleanza con [email protected], l’iniziativa di responsabilità sociale di Microsoft in collaborazione con Asus.

Migliori pratiche Smart City

Durante il convegno è stata lanciata l’iniziativa che prevede la raccolta delle migliori pratiche Smart City realizzate in Italia – ovvero di utilizzo delle tecnologie per la democrazia, la partecipazione, la co-progettazione e soprattutto inclusione sociale – evidenziando il ruolo delle donne in questo processo. I migliori progetti verranno premiati durante FORUM PA di maggio 2014.

Smart City: il ruolo delle donne

Roberta Cocco ha parlato non solo di Smart City in ottica di genere, ma anche di inclusione, di intelligenza dei territori e di valorizzazione delle differenze. Tutti elementi che porterebbero le città del nostro Paese a diventare delle reti di relazioni “ricche e feconde”. «La trasformazione dei contesti urbani in ottica smart propone modelli di sviluppo nei quali le tecnologie e le soluzioni più avanzate possono ridisegnare i modelli di mobilità, uso del tempo, sostenibilità ambientale, integrazione tra servizi, comunicazione e interazione tra i cittadini. Risulta impensabile andare in questa direzione senza una prospettiva di genere e di inclusione. L’apporto delle donne è chiave perché svolgono un ruolo fondamentale nella vita sociale delle comunità in cui vivono e si relazionano.

[email protected], il progetto di Responsabilità Sociale promosso da Microsoft e ASUS, crede fortemente nell’esigenza di mettere le donne al centro delle nuove città e attraverso le iniziative che promuove sul territorio italiano lavora affinché l’innovazione accresca la partecipazione, l’inclusione e il benessere delle persone per costruire le Smart Cities del futuro». A sottolineare che «non esistono città per le donne, né città per gli uomini, esistono città che mettendo al centro le persone, immaginino il loro sviluppo come crescita di una ricca rete di relazioni che, aiutata dalle tecnologie, possa far circolare la conoscenza, come linfa vitale della nostra società e della nostra economia» è stato il Presidente di FORUM PA, Carlo Mochi Sismondi. Tuttavia «la fruizione degli ambienti urbani da parte delle donne pone all’attenzione aspetti cruciali quali ad esempio mobilità in relazione al binomio vita-lavoro, oltre che “tempo” e “sicurezza”. La tecnologia è un fattore abilitante in grado di offrire una grande opportunità nel processo di costituzione di una smart community di cui esse possano beneficiarne in prima persona per tali aspetti, ma anche a cui esse possano contribuire con la loro creatività, determinazione, capacità di flessibilità.

Occorre quindi pensare a progetti e modelli high-tech in grado di ridisegnare gli equilibri interni della famiglia, dei luoghi di lavoro, delle città in modo da garantire il loro coinvolgimento e inclusione contribuendo al work-life balance e al miglioramento della complessità di relazioni e attività svolte dal mondo femminile, sfida su cui anche la nostra azienda si sta fortemente impegnando come impresa», spiega Manuela Lavezzari, Marketing Manager di ASUSTek Italy.

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