ISTAT: vendite in calo per tra i piccoli esercenti

di Carlo Lavalle

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ISTAT: vendite al dettaglio in calo su base annua: la maggiore flessione tra i piccoli negozi.

L’ISTAT ha diffuso nuovi dati sull’andamento del commercio al dettaglio in Italia. Riportando i dati delle vendite alla forma distributiva l’ISTAT evidenzia un +1,8% per le imprese della grande distribuzione e viceversa una variazione negativa del 2,1% per i piccoli negozianti (esclusi dall’osservazione statistica i punti vendita dei beni usati, gli ambulanti e i mercati).

Nel campo della grande distribuzione le vendite crescono per i prodotti alimentari (+3,6%) e, in minor misura, per i beni non alimentari (+0,2%). Al contrario delle imprese operanti su piccole superfici dove diminuiscono sia per i prodotti alimentari (-2,1%), sia per quelli non alimentari (-2,3%).

Su base annua l’indice originale del totale delle vendite segna un – 0,5%, facendo una sintesi dell’aumento dell’1,3% per i prodotti alimentari e di una diminuzione dell’1,4% per i beni non alimentari.

Considerati i primi sei mesi del 2012, rispetto al primo semestre del 2011, l’indice grezzo diminuisce dell’1,4% : le vendite di prodotti alimentari segnano un lieve aumento (+0,2%), mentre quelle di prodotti non alimentari registrano una flessione (-2,2%).

A giugno 2012 invece l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio – depurato della componente stagionale e degli effetti legati alla diversa durata e composizione dei mesi – mostra un incremento congiunturale dello 0,4% ma nella media del trimestre aprile-giugno 2012 diminuisce dell’1,7% se confrontato con i tre mesi precedenti.

A giugno 2012, tra le imprese della grande distribuzione l’Istat ha registrato aumenti tendenziali per gli esercizi non specializzati pari a + 2,2% e per quelli specializzati la percentuale si attesta sullo 0,3%. Inoltre, per la prima tipologia di aziende le vendite degli esercizi a prevalenza alimentare segnano un + 2,5%, quelle degli esercizi a prevalenza non alimentare solo un aumento dello 0,6%.

Quanto alle attività di punti vendita non specializzati a prevalenza alimentare, si riscontra una crescita per varie categorie : +4,0% per i supermercati, +3,9% per i discount e +0,2% per gli ipermercati.

Secondo Federconsumatori, sebbene i dati sottostimino la situazione reale, siamo davanti ad una vera e propria catastrofe per l’economia nazionale che corrisponde ad una “contrazione complessiva della spesa di ben 35,5 miliardi di euro”.