Spending Review: i criteri per il riordino delle Province

di Barbara Weisz

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Il Governo taglia la metà delle Province ed elegge 10 città metropolitane dal 2014, salve le amministrazioni sopra 350mila abitanti e 2500 kmq: i criteri del CdM dopo il decreto sulla Spending Review.

Stabiliti i criteri per il riordino delle Province, previsto dall’ultimo decreto di Spending Review (dimensione territoriale e popolazione residente): in sede di Consiglio dei Ministri, il Governo ha promosso solo le 43 Province con più di 350mila abitanti ed estensione superiore ai 2500 km quadrati.
Di fatto, le Province verranno dimezzate.

L’accorpamento riguarderebbe 64 enti locali: 50 in Regioni a Statuto ordinario e 14 in quelle a statuto speciale.

Più che indicare quali province saranno accorpate (basta fare due conti in base ai criteri indicati), il Governo ha reso noto quelle che saranno le super-province.

Si tratta di quelle Province  che tecnicamente subiranno una vera e propria soppressione, ma finalizzata alla creazione contestuale di 10 città metropolitane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria.

La trasformazione da Provincia a Città Metropolitana avverrà entro il primo gennaio 2014. Le nuove realtà eserciteranno competenze in materia ambientale, trasporti e viabilità.
Tutte le altre competenze passeranno ai Comuni.

Province tagliate

  • Friuli: Pordenone e Gorizia.
  • Piemonte: Vercelli, Asti, Biella, Verbano-Cusio e Novara.
  • Lombardia: Lecco, Lodi, Como, Monza Brianza, Mantova, Cremona, Sondrio e Varese.
  • Veneto: Rovigo, Belluno, Padova, Treviso.
  • Liguria: Savona e Imperia.
  • Emilia Romagna:  Reggio Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Piacenza.
  • Toscana: Grosseto, Siena, Arezzo, Lucca, Massa Carrara, Pistoia, Prato, Pisa e Livorno.
  • Umbria: Terni.
  • Marche: Ascoli Piceno, Macerata e Fermo.
  • Abruzzo: Pescara, Teramo.
  • Lazio: Latina, Rieti e Viterbo.
  • Molise: Isernia.
  • Campania: Benevento.
  • Basilicata: Matera
  • Puglia: Taranto, Brindisi e Barletta-Andria.
  • Calabria: Crotone e Vibo Valentia.
  • Sicilia: Caltanisetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani.
  • Sardegna: Olbia Tempio, Medio, Ogliastra, Carbonia, Sassari, Nuoro, Oristano.

 Iter

Le decisione del Governo sui criteri verrà trasmessa al Consiglio delle autonomie locali (CAL), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali, oppure all’organo regionale di raccordo tra Regione ed enti locali. Secondo quanto previsto dal decreto, questi organi avranno 40 giorni per approvare il piano.

La proposta finale sarà trasmessa da CAL e Regioni interessate al Governo, il quale provvederà a sua volta all’effettiva riduzione delle Province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura.

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