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Istat-Ice: import ed export in forte calo

di Redazione PMI.it

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Presentata l'unidicesima edizione dell'l'Annuario Istat-Ice su esportazioni e importazioni di beni dell'Italia nel 2008: si registra un forte rallentamento proseguito anche nei primi mesi del 2009

Presentata l’undicesima edizione dell’Annuario statistico “Commercio estero ed attività internazionali delle imprese” redatta da Istat e Ice congiuntamente mediante scambio di informazioni statistiche sull’internazionalizzazione dell’economia italiana.

I dati fanno riferimento al 2008 nel quale, confrontandolo con il 2007, si è assistito ad un forte rallentamento della crescita sia delle esportazioni sia delle importazioni di beni dell’Italia, oltre ad un peggioramento del passivo commerciale.

Nello specifico, nell’Annuario Istat-Ice si legge di una crescita nelle esportazioni molto lieve, del +0,3% risultante di un -3,7% verso i paesi Ue e + 6,5% verso l’area extra-Ue. Il calo rispetto al 2007 è del 0,2%, contro una media mondiale del +15,2%.

Anche i primi cinque mesi del 2009, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, hanno fatto registrare una diminuzione del -28,8% delle esportazioni.

Per quanto riguarda il disavanzo della bilancia commerciale italiana si è attestato a -11.478 milioni di euro, con un peggioramento rispetto allo scorso anno di circa 3 miliardi di euro.

I prodotti di maggiormente esportati all’estero sono aeromobili e veicoli spaziali (+25,5%), macchine per l’agricoltura e la silvicoltura (+17,2%) e prodotti petroliferi raffinati (+15,4%). Quelli che risultano maggiormente in crisi ci sono i tessuti (-11%), gioielli e articoli di oreficeria (-8,3%), apparecchi per uso domestico (-7,6%) e gli autoveicoli (-6,1%).

Dal punto di vista delle importazioni, invece, i prodotti maggiormente acquistati dall’estero riguardano prodotti petroliferi raffinati (+20,7%), prodotti dell’agricoltura, dell’orticoltura e della floricoltura (+8,8%), valvole e tubi elettronici ed altri componenti elettronici (+5,8%). I principali prodotti in crisi sono invece i metalli di base non ferrosi (-18,8%), gli autoveicoli (-14,6%), gli apparecchi riceventi per la radiodiffusione e la televisione (13.5%).