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Legge di Stabilità 2013: cambiano tetto e franchigia

di Barbara Weisz

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Legge di Stabilità 2013: cambiamenti in vista su tetto e franchigia per quanto riguarda detrazioni e deduzioni su mutuo, spese mediche, figli e familiari a carico e detassazione produttività.

Mentre si perfeziona l’accordo di modifica della Legge di Stabilità 2013 inizia il dibattito su 1600 emendamenti presentati in Commissione (fondo per il sociale e malati di SLA, cedolare secca, Irap, Tobin Tax, pensioni di guerra, IMU…): probabilmente si arriverà ad un maxi-emendamento che ingloberà le intese tra governo e maggioranza.

Finora si è stabilito che dalla manovra escano per prima cosa la retroattività su deduzioni e detrazioni ed anche i tagli IRPEF, a beneficio dell’aumento IVA su una sola aliquota:

=>Leggi le modifiche del Governo al Ddl di Stabilità 2013

In seconda battuta i relatori della manovra hanno previsto misure per ridurre il cuneo fiscale agendo sulle tasse di dipendenti e imprese, anche se la nuova ipotesi è non ridurre le tasse ai lavoratori e incrementare piuttosto il fondo per la detassazione del salario di produttività:

=>Vai alle misure per il taglio del cuneo fiscale del Ddl di Stabilità

Il punto sulle ulteriori modifiche allo studio è oggetto del vertice tra ministero dell’Economia, Vittorio Grilli e i relatori Renato Brunetta, Pierpaolo Baretta e Amedeo Ciccanti.

In particolare, si ragiona sulle detrazioni da lavoro dipendente in base al reddito.

Inoltre, ecco le altre ipotesi al vaglio:

  • Franchigia su spese mediche: la prima ipotesi prevede di eliminarla su tutte quelle detraibili, la seconda di applicarla alla somma e non a ogni singola ricevuta come previsto dal Ddl; si è anche pensato a estendere fino a 30mila euro la soglia delle classi di reddito esenti da franchigia: => consulta le spese con franchigia da 250 euro.
  • Familiari a carico: si propone di eliminare la detrazione per redditi oltre i 95mila euro con un solo figlio, per redditi di oltre 105mila euro con più figli,  per il coniuge e familiari a carico sopra gli 80mila euro.

Si propone infine di utilizzare i risparmi del Piano Giavazzi per un credito di imposta per Ricerca e Innovazione nelle imprese (ipotesi cara a Confindustria). => Leggi lo schema del piano Giavazzi

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