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Primi accordi post Brexit fra Gran Bretagna e UE

di Barbara Weisz

20 Maggio 2025 13:17

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Primi accordi commerciali tra Ue e UK che coinvolgono pesca e prodotti alimentari, impegno anche per la mobilità dei giovani e dei turisti alla dogana.

L’Unione Europea e il Regno Unito firmato il primo accordo post Brexit che getta le basi per un rafforzamento della collaborazione fra Bruxelles e Londra. I punti più concreti dell’intesa riguardano l’eventuale partecipazione della Gran Bretagna al fondo per il riarmo europeo e la possibilità per i pescherecci europei di lavorare in acque britanniche per altri 12 anni, e viceversa.

Sugli altri punti in agenda le dichiarazioni sono più che altro programmatiche: le parti si impegnano a definire un allentamento dei vincoli sulla mobilità dei giovani (anche con riferimento al programma Erasmus per studenti universitari che studiano all’estero), a potenziare la collaborazione sull’energia, a ridurre i controlli alle dogane ed allentare, pur se in minima parte, i controlli alle frontiere nei confronti dei viaggiatori europei.

Accordi post-Brexit tra UK e UE

Il nuovo accordo tra UE e UK è stato firmato il 19 maggio al termine del vertice a Londra fra il premier Keir Starmer e la delegazione europea guidata dalla presidente UE Ursula von der Leyen, dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa. Le aspettative della vigilia erano forse più ampie rispetto al risultato raggiunto da un’intesa che non può in alcun modo essere letta come un passo indietro sulla Brexit, ossia l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

Le frontiere fra Gran Bretagna e UE restano sostanzialmente chiuse, pur se con allentamenti che testimoniano una costante cooperazione. Oltre ai singoli punti dell’accordo, un risultato del vertice è rappresentato dall’impegno a riunirsi annualmente per proseguire sulla strada del dialogo.

Intese su pesca ed export alimentare

L’accordo commerciale sulla pesca era fra i più attesi dai paesi UE, e prevede il libero accesso reciproco alle rispettive acque fino al giugno del 2038, mantenendo l’attuale meccanismo di quote. C’è un’intesa di massima anche sull’allentamento dei controlli alle dogane su alcuni prodotti alimentari, in cambio dell’impegno da parte della Gran Bretagna di allinearsi alle norme fitosanitarie europee.

Energia, mercato elettrico ed emissioni

Affrontato anche il capitolo energia, anche se qui gli accordi sono molto programmatici, e riguardano una cooperazione sul sistema delle quote di emissioni, anche in vista della tassa UE sul carbonio prevista per il prossimo anno, e l’impegno a raggiungere un’intesa per la partecipazione di Londra al mercato elettrico UE.

Accordo sulla difesa

Come detto, c’è invece un impegno concreto sul fronte della difesa, con l’accordo per far partecipare il Regno Unito al fondo SAFE per il riarmo europeo. Il Fondo SAFE prevede che la Commissione raccolga fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri a investire in progetti di appalto comuni. L’accordo consente al Regno Unito di partecipare agli appalti comuni insieme agli Stati membri, garantendo l’interoperabilità con gli alleati e contribuendo a ridurre i costi. E apre la strada per una cooperazione ancora più stretta sul fronte della difesa.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha sottolinea che questa partnership «consentirà un supporto più forte e coordinato anche per l’Ucraina. Questo è importante, sia attraverso l’acquisizione congiunta di capacità militari da trasferire in Ucraina, sia attraverso investimenti diretti nell’industria della difesa ucraina», con l’obiettivo di arrivare a un cessate il fuoco e a un accordo di pace con la Russia.

Circolazione delle persone: giovani e frontiere interne

Deludente la parte di accordo relativa alle circolare delle persone. Sui giovani, Londra e Bruxelles annunciano che lavoreranno a un nuovo programma di mobilità per i giovani, consentendo loro di effettuare periodi di studio o di lavoro in Gran Bretagna, ma con un sistema di quote e di visti con durata limitata. E a un nuovo programma Erasmus per gli studenti sul quale però al momento non ci sono ulteriori dettagli.

Dialogo anche sui visti lavorativi chiesti dalle aziende per i propri dipendenti, ma anche qui senza intese concrete. Generico impegno sulla gestione fluida delle frontiere, incluso il potenziale utilizzo degli eGate, controlli più veloci alla frontiera.