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Draghi: vaccinare gli anziani è la priorità per ripartire

di Redazione PMI.it

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Governo: nuova ordinanza con priorità anziani e fragili, campagna vaccinale parametro per le riaperture, seconda dose AstraZeneca a tutti.

Messaggio forte e chiaro: vaccinare prioritariamente per età. Quindi, finire le somministrazioni anti Covid gli over 80 e gli over 75, poi i 70enni e così via. Su questo punto è in arrivo anche una Direttiva del Commissario Francesco Paolo Figliuolo. In ogni caso, le Regioni sono completamente sensibilizzate e c’è unità di intenti fra Governo e amministrazioni locali. La ricetta per la ripresa è dunque questa, senza ulteriori margini di interpretazione. Il caso AstraZenenca ha impatto sulla fiducia degli italiani nei confronti dei vaccini, ma è fondamentale seguire le linee guida. Il premier, Mario Draghi, ha ribadito a più riprese e questi concetti nel corso della conferenza stampa tenuta l’8 aprile.

Vaccini

Assieme al premier, il presidente del Comitato Tecnico Scientifico, Franco Locatelli, che ha insistito sulle rassicurazioni relative al vaccino AstraZeneca. Che, in base alle nuove direttive, è prioritariamente riservato agli over 60, perché gli eventi trombotici verificatisi riguardano persone sotto questa età. In ogni caso, si tratta di eventi straordinariamente rari. Per la precisione: 86 casi nel mondo su 25 milioni di vaccinati.

E’ importante che i cittadini si sentano rassicurati dall’estrema attenzione che c’è da parte degli organismi regolatori, che determinano le nuove indicazioni. «La scelta di raccomandare un uso preferenziale di questo vaccino per gli over 60, risponde all’obiettivo di coprire le popolazioni più fragili. E al tempo stesso evitare le complicanze in coloro in cui è stata riscontrata un’incidenza maggiore, la popolazione sotto i 60 anni.

Altra precisazione: il vaccino è approvato dai 18 anni in su, senza limite superiore. Quindi è garantita la seconda dose a chi ha già fatto la prima, indipendentemente dall’età. Le nuove indicazioni prevedono che sia solo raccomandato sopra i 60 anni. In ogni caso, il bilancio fra i benefici e i rischi rimane largamente favorevole. A questo proposito, nelle stesse ore il Commissario Straordinario Francesco Paolo Figliuolo ha confermato che da oggi l’inoculazione del vaccino AstraZeneca è aperta alla platea dei 60-79 anni, mentre gli under 60 che hanno già ricevuto la prima dose, riceveranno anche la seconda.

La vaccinazione delle persone fragili è «al centro delle riaperture, quindi della ripresa dell’economia». Quindi, non è solo un dovere, ma è anche interesse delle Regioni. Perché da questo dipendono le riaperture. Non sono stati forniti dettagli sul provvedimento in preparazione da parte del Generale Figliuolo, che conterrà le linee guida a cui attenersi su queste priorità da intendersi in modo stringente. Ma è stato ipotizzato che possa essere inserito, in questo o in altri provvedimenti, il parametro della vaccinazione degli over 70 tra quelli per la riaperture nelle Regioni e soprattutto delle scuole.

Draghi ha fatto appello anche alla responsabilità individuale, di ogni singolo cittadino. «Smettetela di vaccinare gli under 70, gli psicologi di 35 anni perchè sono platee di operatori sanitari. Con che coscienza uno che non è compreso nelle prenotazioni salta la lista e si fa vaccinare?». Attenzione: «non voglio dire che il personale sanitario in prima linea non debba essere vaccinato», il problema è che la platea non deve allargarsi a coloro che non sono in prima linea. E qui, «la responsabilità è di tutti». C’è piena collaborazione fra Governo e Regioni, anche sulla base dei dati che oggi abbiamo e dimostrano come sia questa la priorità.

C’è anche un dato: sono già stati consegnati vaccini in numero sufficiente a vaccinare tutti gli over 80, e gran parte degli over 75, in tutte le Regioni. Per questo motivo, Draghi si definisce ottimista sul fatto che la campagna vaccinale dia risultati nelle prossime settimane. «Non ho dubbi sul raggiungimento degli obiettivi. Ma bisogna concentrarsi su questa classe di età». Il Governa conferma dunque l’obiettivo delle 500mila dosi al giorno entro fine mese.

Riaperture

E veniamo alle riaperture. L’orizzonte temporale resta quello già definito dai decreti anti Covid, quindi il 30 aprile. Ma c’è la disponibilità piena dell’esecutivo ad anticipare se la situazione lo consente. La prospettiva è di settimane. Al plurale, ma settimane. Nella consapevolezza che «la miglior forma di sostegno per l’economia, non sono i sostegni del Governo, sono le riaperture». Ancora: «le prossime settimane devono essere di riaperture, ma in sicurezza. Quindi, le vaccinazioni devono procedere celermente. E parlo di categorie a rischio. E’ meno importante avere il 30% di tutta la popolazione vaccinata, e percentuali più basse nelle categorie a rischio. E’ meglio vaccinare il 100% delle categorie a rischio e meno le altre categorie».

In buona sostanza, le Regioni che vaccinano prima tutti gli anziani hanno maggiori chance di riaprire. Sia perchè le vaccinazioni delle fasce più anziane impatta sulla curva dei contagi e sui ricoveri, sia perché si tratta di un nuovo parametro che in qualche modo il Governo introdurrà a breve nei cambi di colore. Che sia per delibera o decreto legge non importa, par di capire, quel che conta è il risultato.

Draghi ha parlato anche di turismo, esprimendo la speranza di iniziare a riaprire anche prima del 2 giugno. «Ma la stagione va preparata», soprattutto pesando ai turisti stranieri. «Bisogna annunciare che siamo pronti ad accogliere tutti i turisti con certificato vaccinale. Bisogna procedere rapidamente». Quindi tutto si può fare. purché in sicurezza. Per Draghi anche le fiere vanno riaperte. E l’obiettivo è riaprire entro l’estate. La discriminante è sempre la sicurezza in relazione al rischio Covid.

Decreto Sostegni bis e Recovery Plan

Next step? Il Ministro Franco presenterà a giorni il DEF con lo scostamento di Bilancio, poi lo si voterà in Parlamento ed infine si emanerà il Sostegni bis, il cui valore – in base alle anticipazioni di Draghi in conferenza –  sarà ancor più cospicuo del primo Decreto Sostegni (che vale già 32 miliardi): conterrà sia misure di ristoro sia strumenti per la ripresa e il rilancio. Per il blocco dei licenziamenti non ci sono invece novità: si prosegue con il doppio binario previsto dall’ultimo decreto, a giugno e ottobre nelle due fattispecie individuate.

Sul PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), Draghi ha confermato la proficua collaborazione con le Regioni ed ha confermato (rispondendo a specifica domanda) gli spazi di investimento per la digitalizzazione, che resta una delle missione più importanti, addirittura trasversale a tutti i progetti del Recovery Plan. E negli investimenti in questo senso non possono mancare quelli per le competenze e la riqualificazione. Nè ci saranno ritardi: il 30 aprile si presenta il Recovery Plan a Bruxelles.

Un’ultima riflessione: per l’attuazione del Piano, e soprattutto per diventare credibili nel lungo periodo nel più vasto quadro delle riforme strutturali, dalla collaborazione tra Stato-Regioni sta emergendo un “bisogno di cambiare”, superando gli atavici ostacoli di ordine politico-istituzionale ed amministrativo-contabile. Su tutto, però, Mario ha speso parole di grande fiducia e ottimismo.

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