Recovery Plan: il PNRR approda in Parlamento

di Redazione PMI.it

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All’esame del Parlamento la Relazione sul PNRR: i suggerimenti che il Governo potrà recepire e inserire nel Recovery Plan da inviare all'UE entro il 30 aprile.

Stringono i tempi sul Recovery Plan, la cui versione definitiva va presentata a Bruxelles entro il 30 aprile per poter ricevere dall’UE i fondi previsti dal Next Generation EU. La Relazione sul PNRR (Piano Nazionale per la Resistenza e la Resilienza), a partire da mercoledì 31 marzo sarà esaminata da Senato e Camera con l’obiettivo di proporre al Governo possibili modifiche e integrazioni. In generale, stando alle prime bozze, la valutazione delle linee guida del Recovery Plan da parte di Camera e Senato è “complessivamente positiva”, ma emergono alcune criticità e la necessità di arricchire molti dati. Vediamole in dettaglio.

PNRR: le richieste al Governo

Ecco alcune delle principali richieste che le Commissioni Parlamentari si preparano a presentare al Governo.

  • Indicazione di obiettivi misurabili di ogni missione, dettagliando gli investimenti, i finanziamenti, i costi le relative riforme, il contributo previsto, i traguardi, gli obiettivi, le tempistiche, i target intermedi e finali e un cronoprogramma che rifletta i progressi compiuti. Attualmente meno del 30% delle 48 linee di intervento del piano definisce un obiettivo quantificato, solo il 20% delle linee di intervento delinea tempistiche entro cui s’intende raggiungere i proprio obiettivi e solo in 6 casi su 498 vengono posti obiettivi intermedi con le relative tempistiche;
  • Definizione di tempi, modalità e costi delle riforme richieste dall’UE. Attualmente le informazioni disponibili non appaiono ancora esaustive, soprattutto per quanto riguarda i costi di realizzazione;
  • Ripartizione di risorse che finanzieranno la spesa corrente (che non può superare il 30%) o destinate agli investimenti;
  • Valutazione di fabbisogni di nuovo personale connessi all’attuazione del Piano, nei diversi settori, tenendo conto anche del costo a regime, ovvero di quando finiranno i fondi europei;
  • Indicazioni di governance;
  • Introduzione di indicatori volti a misurare gli aspetti legati alle tre priorità trasversali: giovani, parità di genere, Sud e riequilibrio territoriale;
  • Valutazione di criteri di riparto risorse tra aree che tengano conto di popolazione, PIL pro-capite e tasso di disoccupazione, superando in maniera significativa la quota del 34% degli investimenti al Mezzogiorno;
  • Destinazione di risorse aggiuntive per le aree terremotate;
  • Semplificazioni per l’assegnazione di fondi, anche attraverso  forme dirette di negoziazione con gli enti locali;
  • Concertazione e coinvolgimento degli enti locali e in particolar modo dei Comuni.

Ci sono poi tutta un’altra serie di suggerimenti, come la proroga al 2023 del Superbonus 110%, la riqualificazione dei medici di medicina generale, la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti.

Recovery Plan: l’iter del PNRR

Dopo le discussioni conclusive in Parlamento, il PNRR dovrà essere riesaminato e integrato dal Governo, per poi essere trasmesso entro il 30 aprile 2021 alla Commissione UE.  Questa avrà fino a due mesi di tempo per fare le proprie valutazioni e passarle al vaglio del Consiglio europeo, che avrà a sua volta a disposizione un mese di tempo. Le prime risorse dovrebbero quindi arrivare, se tutto andrà bene, entro l’estate. I fondi poi potranno essere utilizzati fino al 2026 e restituiti entro il 2058.

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