Effetto Covid sui pagamenti: imprese in ritardo

di Redazione PMI.it

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Aumentano i ritardi di pagamento da parte delle imprese, soprattutto in 5 regioni del Nord Italia: il rapporto CRIBIS.

L’emergenza Covid-19 che ha caratterizzato il 2020 ha avuto un netto impatto sulle tempistiche di pagamento da parte delle imprese, incrementando ritardi gravi (oltre 30 giorni) soprattutto in alcune regioni del Nord Italia. Sono Valle d’Aosta (+41,5%), Friuli-Venezia Giulia (+40,3%), Veneto (+35,8%), Piemonte (+30,9%) e Lombardia (+30,3%) a mostrare un maggiore aumento, come si evince dallo Studio Pagamenti, aggiornato al 31 dicembre 2020, realizzato da CRIBIS.

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Nel corso del 2020, inoltre, il numero di aziende italiane che pagano i propri fornitori con oltre 30 giorni di ritardo ha raggiunto il 12,8%, percentuale che supera del 21,9% le stime del 2019. Nonostante questi dati, le imprese che pagano alla scadenza sono aumentate del 2,9%, passando dal 34,7% del 2019 al 35,7% dello scorso anno.

Alcune regioni, come Lombardia e Veneto, si collocano al terzo e quarto posto nella classifica nazionale dei territori che mostrano meno ritardi gravi in assoluto (rispettivamente 8,6% e 9,1%), alle spalle del Trentino-Alto Adige (6,6%) e dell’Emilia-Romagna (8%). Osservando i dati, inoltre, è evidente come il Nord Est sia l’area geografica più affidabile con il 43,6% di pagamenti regolari, mentre al Sud e nelle Isole è puntuale solo il 23% delle imprese.

I dati evidenziano come rispetto all’anno precedente – commenta Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS – in 5 regioni del Nord Italia i ritardi gravi si sono incrementati dal 30 al 40%. L’impatto negativo dell’emergenza sanitaria si ripercuote soprattutto sulle imprese di piccole dimensioni. In particolare, soffrono le microimprese che, pur essendo le più virtuose con il 37,3% di pagamenti alla scadenza, hanno anche la quota più elevata di ritardi gravi (13,8%), insieme alle piccole (8,7%).

Per quanto riguarda i settori merceologici più puntuali, infine, a guidare la classifica è quello dei servizi finanziari (47,9%), seguito dalle costruzioni (42%). Nel commercio al dettaglio, al contrario, i pagamenti alla scadenza interessano solo il 25,1% delle imprese.

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