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Recovery Fund: ecco la nuova bozza del PNRR

di Redazione PMI.it

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In stallo l'approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per l'attuazione del Next Generation EU con le risorse del Recovery Fund.

Fumata nera in Consiglio dei Ministri, che ha solo avviato (senza concludere) l’esame del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che dovrà dare attuazione in Italia al programma Next Generation EU, varato dall’Unione europea per sostenere l’economia dei Paesi UE flagellati dalla pandemia da COVID-19.

PNRR

Grazie ai fondi stanziati dal Recovery Fund sarà possibile finanziare il programma di riforme e gli investimenti mirati volti al rilancio economico e sociale del nostro Paese, con un focus particolare sugli obiettivi di transizione verso un modello di sviluppo sostenibile e in chiave digitale.

Scopo ultimo, una ripartenza duratura e resiliente, in grado di sostenere il peso della grave eredità lasciata dalla crisi Covid ma anche di trasformare questa drammatica congiuntura in una occasione di crescita equa e volta alla riduzione delle divergenze economiche fra gli Stati membri.

Ripartizione dei fondi

In attesa che si concluda l’esame del PNRR, la bozza del Piano da 209 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti prevede sei aree di intervento: digitalizzazione, infrastrutture per la mobilità, rivoluzione verde, inclusione di genere sociale e territoriale, salute, istruzione e ricerca, per circa 60 progetti e 17 cluster.

La ripartizione  proposta:

  • 83 miliardi per la transizione verde;
  • 15 miliardi per efficienza energetica e sicurezza edile di scuole e ospedali;
  • 42 miliardi per il digitale;
  • 2 miliardi per asili nido

Governance

La bozza del PNRR prevede che al Recovery Plan italiano faccia capo una cabina di regia guidata da 6 esperti e animata da 90 consulenti tecnici: un Comitato esecutivo, composto dal presidente del Consiglio ed i ministri dell’Economia, dello Sviluppo economico, degli Affari europei e degli Affari esteri, come referente unico con la Commissione Europea per le attività di all’attuazione del Piano.

In termini operativi, invece, ad ogni settore è stato proposto di assegnare un Responsabile di missione nell’ambito di una struttura di missione istituito con DPCM e costituito da un contingente di membri della PA, di società pubbliche in house o partecipate, collaboratori e consulenti o esperti, anche esterni alla PA.

Il Piano dovrà essere postato nel Consiglio UE del 10 dicembre ma ancora lo schema non è stato approvato, anche per le numerose tensioni politiche che ne stanno accompagnando la dscussione.

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