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DPCM Covid: verso nuove regole a dicembre

di Barbara Weisz

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Negozi e ristoranti aperti, apertura confini regionali: le ipotesi per il DPCM di dicembre in vista del Natale e le novità sulle regioni in zona rossa.

Il DPCM 3 novembre, che istituisce le zone di rischio Covid, scade il prossimo 3 dicembre. Quindi, entro questa data bisogna approvare un nuovo provvedimento con regole che accompagnino il Paese alle festività natalizie. Il dibattito è ampio a tutti i livelli, coinvolgendo Governo, opposizioni ed enti locali, che in diversi casi non ritengono le attuali misure adeguate alle caratteristiche e all’andamento del contagio sul territorio.

I criteri alla base delle regole del prossimo DPCM Covid su spostamenti, lockdown e coprifuoco, aperture di negozi e attività produttive, sono diversi. E il primo è ovviamente l’andamento del contagi. Le misure attualmente in vigore stanno dando risultati, il famoso indice Rt sta scendendo ma è ancora sopra 1, che rappresenta il livello di guardia (per ogni malato c’è più di un contagiato, quindi il virus cresce). Se, e solo se, la situazione continuerà a migliorare, tornando a livelli non più emergenziali, scatteranno misure meno restrittive.

Il secondo punto è una conseguenza del primo, e riguarda l’esigenza di calibrare le nuove misure per evitare una nuova ondata di Coronavirus, puntando evidentemente sulle norme che meglio hanno funzionato ed evitando di vanificare i risultati raggiunti. Ci sono poi considerazioni che riguardano le festività di dicembre: Natale e Capodanno, quindi cene e spostamenti in tutta Italia per raggiungere i propri cari e far compere. E qui, l’orientamento è di salvaguardare il più possibile le attività economiche, con misure che consentano ai negozi di riaprire senza però che si creino assembramenti (ad esempio, si pensa ad orari prolungati anche serali), mentre sul fronte dei festeggiamenti e degli spostamenti è ampio il dibattito su quali restrizione prevedere.

In base alle anticipazioni che circolano, anche il prossimo DPCM dovrebbe confermare sostanzialmente l’attuale impianto con la divisione in diverse fasce di rischio.

C’è un dibattito in corso sui criteri in base ai quali scatta automaticamente l’attribuzione di una zona a una determinata fascia, ma per il momento non ci sono certezze.

La novità prevista per dicembre dovrebbe riguardare i negozi, che potrebbero restare aperti in tutta Italia (il condizionale è d’obbligo, lo sottolineiamo, si tratta di ipotesi di lavoro).

Fermo restando il rispetto di tutte le attuali regole per restare aperti (obbligo di indicare il numero massimo di persone che possono entrare, distanziamento, mascherine, igienizzanti), si pensa anche a un orario lungo di apertura, fino alle 22, per distribuire meglio entrate e uscite evitando assembramenti. Si pensa anche a riaprire i centri commerciali nei festivi e prefestivi, ma non è chiaro con quali regole ed eventuali limitazioni (per esempio, in relazione alla fascia di rischio della zona).

Per quanto riguarda bar e ristoranti, in vista allentamenti, per esempio con l’apertura nelle zone arancioni (più difficile l’estensione alle zone rosse). In ogni caso, con limitazioni (numero massimo di posti a tavola, per esempio sei). Per quanto riguarda l’orario, con ogni probabilità la misura sarà coordinata con l’eventuale coprifuoco, che potrebbe essere spostato alle 23, o alle 24.

Sembra probabile che restino invece chiuse determinate attività come palestre, discoteche, sale da ballo, eventi e concerti. Non ci sono indiscrezioni su cinema, teatri, mostre e musei.

Infine, spostamenti e vita sociale. L’orientamento è quello di tenere bloccati confini delle regioni nelle zone rosse, mentre si parla di regole più elastiche in quelle arancioni (attualmente, c’è il divieto anche in questo caso).

Si tratta, però, di uno dei punti più controversi: da una parte c’è la necessità di limitare il meno possibile la possibilità di tornare a casa o raggiungere i parenti durante le feste, dall’altra quella di evitare il contagio (la ridotta mobilità è probabilmente una delle misure maggiormente efficaci in questo senso).

Non si escludono soluzioni che, pur mantenendo almeno in parte le limitazioni attuali, consentano una maggior libertà nei giorni immediatamente precedenti alle festività. Qui si possono inserire due considerazioni: la prima, relativa alla necessità di assicurare il più possibile la sicurezza dei trasporti (facendo rispettare le regole sul distanziamento e sui dispositivi di protezione individuale); la seconda relativa ai tamponi e ai test, prevedendo obblighi (ad esempio, per chi arriva da zone rosse, nel caso in cui vengano aperte), e comunque campagne di sensibilizzazione e informazioni sugli strumenti a disposizione che tutti possono attivare per viaggiare sicuri.

La vita sociale resta l’ambito in cui sembrano destinate a rimanere le principali restrizioni, ma anche qui in vista potrebbero esserci allentamenti. Ad esempio, coprifuoco meno rigido: attualmente nelle zone gialle e arancioni gli spostamenti all’interno del proprio comune sono liberi dalle 5 alle 22, si pensa a spostare in avanti l’orario, fino alle 23 o alle 24. Possibili anche limitazioni ad esempio al numero di persone che si possono invitare a casa, per cenoni e festeggiamenti.

Quale che sia la soluzione che verrà messa in pratica, sin d’ora arrivano da molte parti inviti alla responsabilità. Dobbiamo prepararci «a passare le festività in maniera più sobria: no a baci, abbracci, veglioni e festeggiamenti», ha già dichiarato il premier, Giuseppe Conte. Anche qui, saranno importanti oltre alle regole, la sensibilizzazione dell’informazione. «Liberi e, per questa ragione appunto, responsabili», per citare un recente richiamo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nel frattempo, arriva l’ordinanza del ministero della Salute, Roberto Speranza per la prossima settimana, che conferma le misure prese 15 giorni fa per Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta (zone rosse), Puglia e Sicilia (arancioni). Quindi, la situazione resta la seguente.

  • Regioni rosse: Calabria, Campania, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, provincia di Bolzano.
  • Regioni arancioni: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Puglia, Sicilia. Umbria. (in Abruzzo c’è un’ordinanza regionale che fa scattare le restrizione della zona rossa dal 18 novembre).
  • Regioni gialle: Lazio, Molise, Sardegna, Veneto, provincia di Trento.

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