Governo: avanti con quota 100 e flat tax

di Barbara Weisz

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Il Governo assicura dialogo con Bruxelles dopo il monito sulla procedura d'infrazione, ma prosegue con le politiche economiche impostate: flat tax, quota 100, pensioni.

Avanti sulla flat tax, non si toccano la quota 100 e il reddito di cittadinanza, niente aumenti IVA nel 2020: il tutto in un quadro di costante e proficua collaborazione con la commissione Ue, per evitare la procedura d’infrazione convincendo Bruxelles che l’Italia rispetterà i parametri di bilancio.

E’ è sostanzialmente questa la posizione del Governo italiano dopo il monito di Bruxelles, che con il report sul debito ha fatto il primo passo verso la possibile apertura di una procedura d’infrazione all’Italia.

Lo ribadiscono il premier, Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. In parole semplici, emerge una linea dell’esecutivo che da una parte sottolinea la volontà di dialogo con l’Unione Europea, dall’altra prosegue con le politiche economiche fin qui seguite.

In Europa, «ci metteremo seduti al tavolo con responsabilità, non per distruggere, ma per costruire», premette Di Maio, che però chiarisce che «quota 100 non si tocca, le pensioni degli italiani non si toccano» e non ci saranno tagli al reddito di cittadinanza.

Rincara la dose Matteo Salvini: sul fronte pensioni, con al quota 100 «siamo solo all’inizio, perché l’obiettivo è quota 41», afferma, riferendosi al programma di introdurre, nei prossimi anni, una norma sulla pensione anticipata con 41 anni di contributi. Il ministro dell’Interno insiste poi sul taglio della tasse, in particolare sulla flat tax, sottolineando anche qui la volontà del Governo di mettere in pratica le politiche economiche fin qui annunciate.

Ricordiamo che nelle scorse settimane è stata a più riprese annunciata l’intenzione di ampliare la flat tax al 15% alle imprese e ai contribuenti con reddito fino a 50mila euro.

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a sua volta assicura che l’esecutivo non farà marcia indietro su quota 100, riforma pensioni e reddito di cittadinanza, pur davanti alle critiche Ue: «non verranno toccate, sono leggi dello Stato, tutti coloro che hanno acquisito diritti vedranno questi soddisfatti questi diritti».

Fra l’altro, e qui si ribadisce un punto che con ogni probabilità sarà centrale nell’ambito del negoziato che inevitabilmente si apre con l’Unione Europea, «poiché ci eravamo posti in modo molto prudenziale in partenza, adesso stiamo vedendo che ci saranno dei risparmi in qualche modo sostanziali». Il riferimento è all’andamento di quota 100 e reddito di cittadinanza, che al momento sta comportando appunto risparmi rispetto alle risorse stanziate.

Una linea unitaria, quindi, da parte del Governo, ribadita anche dal premier, che a sua volta a assicurato che non ci saranno ripensamenti su quota 100 e rdc.

La nota ufficiale con cui Palazzo Chigi ha risposta alla Ue annuncia «stime più aggiornate a fine luglio, non appena saranno disponibili i dati sulle liquidazioni d’imposta», ma rassicura sul fatto che allo stato attuale «si può ritenere che l’indebitamento netto (deficit) della Pubblica amministrazione nel 2019 sarà sensibilmente inferiore alla previsione della Commissione, la quale pone il deficit di quest’anno al 2,5 per cento del PIL, contro il 2,4 previsto dal Governo nel DEF», annuncia che fra maggiori entrate 2019 e spese previste si prevede un beneficio netto per il bilancio «di circa 0,2 punti percentuali» che «condurrebbe la stima di deficit al 2,2% del PIL», con «un miglioramento di 0,1 punti del saldo strutturale nel 2019», risultato che «configurerebbe un sostanziale rispetto del braccio preventivo del PSC (patto di stabilità), nonché un risultato significativamente migliorativo dello stesso accordo di dicembre».